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Commenti a "Non mi piace Nietzsche perché ama la..." di Bertrand Arthur William Russell


192
postato da , il
Ti dissi 150 commenti fa che non ho modelli reali da seguire ne incasellamenti vari. ma sono due le cose: o sei ripetitivo per provocarmi o sei un rita  r d a t o mentale. credimi, ho pensato ad altre soluzioni ma non ce ne sono.
Non hai modelli da seguire ( buon per te neanche io) però continui a fissarti con gli intellettuali di sinistra. Un tic nervoso probabilmente che io toglierei di mezzo se fossi in te.
De andrè ( che stimo semplicemente come artista) fa comunque della filosofia. chiunque parli della vita intraprende ( in un modo o nell'altro) una strada  filosofica. Non sei urticante nelle tue parole, le ascoltavo con interesse anche se a volte sei ripetitivo e pensi di dire cose che dovrebbero far capire qualcosa, e invece sono delle smemorande che sapevo molto tempo prima del tuo commento.
Sono felice che ti rilassi.. (almeno su questo la pensiamo allo stesso modo).
Mi spiace se non ho contenuti, in realtà io non vivo di contenuti... le mie idee sono vizi. E probabilmente le tiro fuori proprio per liberarmene.

Tu sei un po' una pattumiera dove buttare i rifiuti.

PS: Platone, con tutto il rispetto......
me lo su ca.

E con questo ho finito l'ultimo scarico.
Ci vediamo in giro.
191
postato da , il
Non ho mai avuto nulla contro De André. Anzi mi piacciono molto alcune sue cose. L'ho sempre però ritenuto un musicista, un "cantautore", una persona libera; ma non lo ritengo assolutamente un filosofo. Credo anzi che, un po' come tanti altri, abbia cavalcato una certa onda che andava di moda. Niente comunque, ripeto, contro di lui. Anzi.
    Di Pasolini ho apprezzato molto le regie. L'onestà intellettuale di cui tanto parli è trasparente nel Vangelo secondo Matteo, perfettamente aderente al testo. Del Pasolini "politico", invece, non conosco pressoché nulla.  Devo dire peraltro che ciò è dipeso dal fatto che nutrivo (forse colpevolmente) per la sua persona e per certi suoi atteggiamenti una certa qual antipatia,  un disinteresse istintivo (e anche non istintivo), che probabilmente mi ha condotto a non interessarmi alle sue attività né come scrittore, né come poeta, né come vittima, né come... niente. Te l'ho detto: non è rientrato tra i miei interessi ed i miei modelli. Anzi in realtà, di modelli, non ne ho proprio avuti. Tutto qui.
    Commetti quindi un grave errore quando pensi che io ricolleghi la parola "libero" alla parola "sinistra". Non sono mai stato nè di destra, nè di sinistra nè di centro, tant'è che ricorrentemente e a fasi alterne ho avuto sempre tutti costoro alle calcagna, anche ed addirittura in famiglia. Te l'ho detto: ho passato la mia giovinezza, e a ben pensarci anche la maturità, e addirittura da ultimo inizio a passare anche la vecchiaia, nel farmi beffe degli "intellettuali di sinistra" (che per fortuna oggi non esistono quasi più, tranne Cacciari e pochi altri), degli "intellettuali" in genere (tra cui rientrano diversi millantatori e provocatori televisivi addirittura odiosi), e nel prendere a male parole i "destrorsi" quando gonfi di sé o intenti a sobillare il volgo profano, come il blogghista che ben conosci, ultimo deteriore esempio di "rivoltapopolo"  qualunquista a capocchia. Quanto poi ai preti e ai centristi intonacati (sia di tonache che di intonaco, necessario alle loro ipocrisie), ne ho mangiati e digeriti a centinaia... : ))
      Ne deduco che è veramente incredibile quanto tu possa essere condizionato dagli stereotipi pseudo-politico-culturali, e prendere lucciole per lanterne... Te l'ho detto, svegliati e getta via il casellario: è una sovrastruttura che non serve a capire le cose (quelle vere ed autentiche), alla stessa maniera in cui il pallottoliere non serve a capire la struttura matematica dell'Universo.
    Se poi a giudicare (le idee, mai le persone) ci metto un secondo, beh, non è colpa mia: chiamalo fiuto, ma non mi ha mai tradito. E se qualche volta mi ha tradito, sono stato rapidissimo nel ricredermi, nell'ammetterlo e nel mutare bandiera, come nel caso che sai.
    Non ho però mai avuto dubbio alcuno che, nel continuare a seguirmi, tu lo faccia per te, e non per me. Figurati... cosa vuoi che te ne possa fregare, di me?...  : ))  Ma sono nondimeno lietissimo di esserti utile, quanto meno come punto di riferimento per una qualche contrapposizione ideologica o generazionale, quantunque talora trita, ricca di ... luoghi comuni, e potenzialmente urticante in certe sue manifestazioni.
     Anche questo è un modo per non abbandonare gli amici, quando proprio non si possa fare di meglio per loro.
     Confesso peraltro che le tue parole, quando non troppo pesantemente offensive (e per ciò stesso prive di ogni serio contenuto), suscitano in me sempre uno spunto di riflessione (mi piace molto esaminarmi); e poi la cosa, nel contempo,  mi diverte. Mi fai passare il tempo e mi fai riflettere. Cosa potrei chiedere di più? : ))
     (Chissà se Socrate ha mai tenuto, nelle piazze di Atene, dialoghi di questo tipo. Se sì, peccato che Platone non ce ne abbia dato notizia... : )))
190
postato da , il
igno ranza e cultura non sono contrari...  ecc ecc ecc
la mia frase aveva un altro senso..ma sono d'accordo.
E lo era anche Pasolini.

Ti ringrazio delle tue parole sul mio comportamento ( anche se noiose)
ma lascia che ti dica una cosa: nello stesso preciso istante in cui ti sto scrivendo, io sto già cambiando. E le cose importanti si comprendono nel silenzio... sono le parole non dette che fanno la differenza.
Una scintilla da non donare mai a nessuno.
Il resto è chiacchiera da salotto.
L'importante, si trova nella spontaneità del caso.
Le parole servono per spiegare la fantasia più che la realtà.


Se continuo a scriverti può sembrare che lo faccio per interesse o per simpatia nei tuoi confronti..ma non è così. Non lo faccio per te, lo faccio per me. E non c'è un  perchè.

Mi saluti i luoghi comuni.
Arrivederci Dottore.
189
postato da , il
Quando  riuscirai a comprendere che gente come pasolini o de andrè, non erano di parte, ma "A" parte....forse potrai fare un analisi più seria e obbiettiva. probabilmente non hai mai letto l'analisi che fece pasolini sulla sinistra e sulla strategia della tensione , e molte altre cose che non ti prendi la briga di leggere..
ma quanto a giudicare...ci metti un secondo.

Per tua sfortuna  ricolleghi la parola "libero" alla parola "sinistra",
ma....reggiti forte.........
la libertà non ha bandiere. Non ne vuole e non ne cerca..


spero di non averti traumatizzato.
188
postato da , il
Non rammaricarti di aver parlato di te e dei tuoi gusti personali. Te lo dice uno che lo fa sempre, ne riceve giudizi, silenzi, beffe e contumelie, e non se ne rammarica.
Pasolini era un intellettuale? Non è mai rientrato tra i miei modelli, non lo sapevo: e comunque, peggio per lui.
Personalmente, infatti, ho sempre avuto sullo stomaco gli intellettuali, sopra tutto quelli "di (pseudo) sinistra. Hanno sempre avuto, sin dai tempi di "Spazio tre", la capacità di parlare di aria fritta, di citare chiunque, e di non dire assolutamente niente.
Ign*oranza e cultura non sono contrari, perché chi è colto (e non semplicemente erudito) non immagazzina cognizioni (a questo bastano i libri), ma elabora in maniera originale cognizioni e pensieri. Diciamo il 30% di cognizioni e almeno il 70% di elaborazione. Ma anche una proporzione 10%-90% va benissimo, anzi meglio ancora. Perché cultura è, come dice la stessa parola, coltivazione dell'essere umano. Ma sui terreni aridi non spunta nulla, mentre su quelli fertili bastano pochi semi e spunta una foresta... Si può dunque essere colti anche se analfabeti, o professori universitari, addirittura scienziati, e totalmente incolti.
Beati tuttavia coloro che tutto conoscono. Io non sono tra questi.
E'  infatti vera la tua massima, secondo cui "Cosa peggiore dell'ignoranza è l'ignoranza mascherata da cultura." Ancora peggio, però, è l'ignoranza incolta.
Non credo tuttavia che tu rientri in alcuna di queste categorie deteriori. Sei ricco di elaborazioni personali. Solo però quando esprimi liberamente e sinceramente il tuo pensiero, senza tendere stu*pidamente al litigio, cui ti trascina il tuo carattere insofferente alla correzione.. Quando viceversa lo fai, le tue elaborazioni personali ti rendono simile ad un palombaro: riesci a toccare fondali inattingibili.

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