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Commenti a Frase ID 144960


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Ad ogni modo anche giungendo per ipotesi alle conclusioni di Dario del commento #29, credo che per essevi giunto egli stesso abbia prima dovuto girovagare parecchio, e guardarsi molto attorno , oltrechè dentro.
E comunque segno che una presa di posizione- qualunque essa sia-  debba essere  conseguenza di un percorso che non possa escludere il guardarsi attorno , ed anche dentro - certo- , ma la frase sotto questa luce è il traguardo - comunque temporaneo- di un ' uomo circa il divino; non certo il tragitto per arrivare a tale traguardo , anche perchè il tragitto passa anche per  il " guardarsi attorno".

Ho una  domanda  : ma se si dà per certo l' uomo come  una macchina frutto di casuali collisioni di elementari particelle in un brodo primordiale,   il desiderio di immagine divina nell' uomo arriva dalla certezza -  presunta- della sua inesistenza , o dalla speranza della sua esistenza?
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commento #57, postato da yk1giulio, il 16/02/2012, alle 06:28:34


Credo che, come prima questione da prendere seriamente a mò di presupposto iniziale  - per non andare a considerare come medesimi Dio e una tra le tante o tutte le religioni- , il  porre un limite tra di essi, tra Dio e le religioni , ed aggiungo anche a mio avviso : tra l' intimo individuale  rapporto con Dio e ciò che sono poi i rapporti tra esso ed organizzazioni religiose.
Questo credo sia fondamentale poichè- come è risaputo-  ciò che  ha valore e senso  per un individuo ne ha un altro per una società formata da individui. Di fatti - utilizzando un esempio che esce per un attimo dal seminato- un individuo può essere contrario alla pena di mo*rte , ma ritrovarsi poi ad osservare la società in cui vive - a seconda di dove viva- acconsentire più o meno tacitamente ad ' un uc*cisione autorizzata.


« Ma ecco è l'ora di andare, per me di andare a mo*rire, e per voi di continuare a vivere; chi di noi vada verso un migliore destino è oscuro a tutti, fuori che a Dio. »

(Platone, Apologia di Socrate)


...to be continued...
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Credo che, come prima questione da prendere seriamente a mò di presupposto iniziale  - per non andare a considerare come medesimi Dio e una tra le tante o tutte le religioni- , il  porre un limite tra di essi, tra Dio e le religioni , ed aggiungo anche a mio avviso : tra l' intimo individuale  rapporto con Dio e ciò che sono poi i rapporti tra esso ed organizzazioni religiose.
Questo credo sia fondamentale poichè- come è risaputo-  ciò che  ha valore e senso  per un individuo ne ha un altro per una società formata da individui. Di fatti - utilizzando un esempio che esce per un attimo dal seminato- un individuo può essere contrario alla pena di morte , ma ritrovarsi poi ad osservare la società in cui vive - a seconda di dove viva- acconsentire più o meno tacitamente ad ' un uccisione autorizzata.
...to be continued...
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Innanzitutto, grazie a tutti per aver letto e commentato il mio post anteriore.

E' assolutamente chiaro che tutto nella vita ha un senso, scientifico o filosofico che sia. Ma, siccome c'è ancora un immenso universo di dubbi e enigmi da decifrare, resta il fatto che, come fa dire William Shakespeare al principe Amleto, ci sono più misteri in cielo e in terra di quanto non immagini la nostra filosofia.

In molti mi chiedono se sono cattolico o se credo in Dio. Io li rispondo che non sono più cattolico e che non so se sono già un vero spiritista o meno, ma che in qualche modo mi sono sforzato per esserlo un giorno. Chi me conosce bene lo sa che sono uno studioso appassionato della storia degli indiani d'America e che questa passione mi ha portato a conoscere un po' dello Spiritismo codificato da Allan Kardec, con cui oggi mi identifico maggiormente. In breve: fui battezzato come cattolico romano, poi sono diventato ateo ed oggi ho una profonda simpatia per il Kardecismo. 

Un innocente scherzetto: Quando ho detto al Signore dell'Universo che avevo diventato ateo, Lui, molto umilmente, mi ha chiesto perché... Gli ho detto che le religioni avevano creato le guerre sante ed il terrorismo e che io ero totalmente contro queste cose assurde ed inaccettabili. Allora Lui me ha detto che purtroppo la fede umana era sorda e cieca  e che il Suo grande sbaglio fu quello di non dare un cervello anche al cuore. In risposta, Gli o detto che se Lui ne desse uno al mio, tornerei a credere nella Sua persona... Oggi non sono più ateo!  - Roba da matti...roba da Malfatti! '-))

Gesù secondo me: Io vedo Gesù come un Buddha occidentale, che ha insegnato delle semplici regole per poter vivere d'amore d'accordo con i nostri simili, a scapito della loro vita o delle loro interesse.

La Bibbia secondo me: Io non sono per niente contro gli insegnamenti o contro degli uomini fantastici e famosi che hanno portato tanta saggezza e hanno dato tanto amore agli altri, odio con tutto il cuore le persone, associazioni e gruppi che utilizzano tali uomini e le loro parole di insegnamento per i propri interessi personali.

Scusatemi per il lungo discorso...fra le mie pecche ho quella di essere un po troppo chiacchierone quando il tema fa per me! '-)
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Rispondo a Francesca Zangrandi dicendo da subito che ateo è un aggettivo e non una religione. Io mi professo ateo perchè non credo in un dio, mi professo razionale (altro aggettivo) perchè non credo in ciò che non si mostra e dimostra. Ma non per questo ne faccio una religione, e non per questo ucciderei un musulmano o un crisitano o qualsiasi altro religioso ... Mi limito a dire che non credo nelle loro favole e che voglio dimostrazioni non raccontini per bambini.

Concordo con Dario quando dice che l'uomo deve credere di più in se stesso, forse solo così diventerà UOMO. (ovviamente uomo vale anche donna - caso mai qualcuno dovesse obiettare).

Le guerre religiose spesso sono più scuse per fatti economici.

Il rispetto dell'uomo credente o non credente è fondamentale. Solo una profonda cultura ci potrà aiutare a rispettarci di più, solo l'accetazione di norme non discriminatorie e di civile convivenza potranno aiutarci a superare le barriere che ci sono tra i popoli ... probabilmente una di queste barriere sono quelle incrollabile fedi in principi e regole soprattutto assurdi.

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