Il paragone fra la lotta per la sopravvivenza dei reduci della campagna napoleonica in Russia e il coniuge abbandonato è insufficiente a dare nuova linfa a quest'evergreen aggrinzito.
Se hai un budget irrisorio e vuoi (ri)fare "Incontri ravvicinati", esordisci con un film come "The Blair Witch Project", aggiungi monologhi da atto unico teatral'e piani sequenza fissi o dinamici, spend'i pochi soldi per un sol'effetto speciale conclusivo. Lasciate perdere i confronti con Spielberg, Kelly o Nolan, grazie.
"Stantio, affrettato e privo di qualsiasi perspicace profondità emotiva, 'Radioactive' è uno sguardo noioso in tutto, fallendo nel suo tentativo di catturare sia il significato delle scoperte di Curie che le sue lotte personali." Quando leggo simili recensioni mi domando s'ho visto lo stesso film. La struttura diegetica non lineare è decisiva per fornir'il senso di caos incalcolabile nelle conseguenze d'ogni attività, umana e non, scientifica o meno.
We want the world and we want it,
We want the world and we want it, now
Now? Now! 1967->2018: dopo 50 anni, l'1% o pure meno c'è riuscito. Cosa poi ci farà con 'sto schìfo, boh.
"L'isola che non c'è": filologica traduzione di Insula U-topia (Tommaso Moro, 1516), letteralmente "luogo che non esiste", "altroquando", "Neverland". La più subdola delle distopie, spacciando la palin-genesi ("ri-generazione", "nuova genesi") per apocatàstasi. Unico esempio a me noto d'inequivocabile apocatastasi: "Va' e vedi" (Klimov, 1985).
Il capolavoro di Cornell extra-Soundgarden: https://www.youtube.com/watch?v=4m2q5Fw8gwI.
We want the world and we want it, now
Now? Now!
1967->2018: dopo 50 anni, l'1% o pure meno c'è riuscito. Cosa poi ci farà con 'sto schìfo, boh.