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Gli occhi della mente

“L’occhio vede solo ciò che la mente è preparata a comprendere” (H. Bergson) Non solo...
Esperimento:
-Focalizzare una lettera, la “O”ad esempio (l’ oggetto scelto ,per far funzionare l’esperimento, deve essere il più semplice possibile,o simile a una struttura geometrica semplice, come il cerchio ad es.),nello stesso campo visivo dirigere lo sguardo verso un punto dopo l’altro, in modo intuitivo:
il nostro occhio cadrà ogni volta sulle “O”,con associazioni veloci/immediate.

Questo perché se focalizziamo e fissiamo con attenzione un oggetto , potremo visualizzare nello stesso campo visivo, in modo apparentemente spontaneo ,una serie di equivalenti/uguali oggetti di osservazione . Questo processo intuitivo funziona se concentriamo l’attenzione sul primo “punto focale”;inoltre il campo visivo deve avere una quantità numerica rilevante di elementi corrispondenti al primo elemento osservato …
La nostra mente è in grado di sintetizzare non solo ciò che vediamo e focalizziamo, ma anche ciò che sfugge all’occhio “lento ”.
L’area marginale del nostro campo visivo , cioè quella parte che sta attorno a un punto di focalizzazione, è forse quella che influenza di più l’osservatore, lo condiziona,e lo arricchisce, anche perché lo costringe a interpretarla senza visualizzarne tutti i particolari; e per sintetizzarla, l’osservatore deve ricorrere a interpretazione e ricostruzione ,anche creative: in sintesi,( piuttosto che il punto focale) è quest’area marginale(come "ambiente"), a essere “istruttiva e costruttiva”…
Composto venerdì 12 dicembre 2014

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