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Scritto da: Giuseppe Freda
"Verità relativa o verità rivelata?" Si chiede oggi, 26 Aprile 2013, Giulio Pintus nello spazio "a cosa stai pensando?" Della sua pagina personale. Pur librata tra il serio e il faceto nell'esercizio di un sagace scherzo anagrammatico, la domanda mi sembra molto, molto profonda. A ben pensarci, infatti, ogni verità rivelata è relativa al soggetto cui la si rivela, sia nel senso che senza un destinatario non può esservi rivelazione, sia nel senso che ogni rivelazione deve tener conto di ciò che il destinatario è in grado o non è in grado di comprendere. Tutta la divulgazione scientifica, ad esempio, è solo una mezza verità: e ciò non tanto perché i divulgatori ci riempiano di menzogne, quanto perché chiunque non sia addetto ai lavori è privo degli strumenti teorici idonei a recepire compiutamente le costruzioni della scienza nei loro esatti ambiti e nei loro esatti limiti. E questo fenomeno è comune a tutte le branche dello scibile e delle attività umane: vengono di continuo comunicati (cioè "rivelati" ) vari livelli di verità, a seconda delle caratteristiche dell'interlocutore. Nel rapporto uomo-animali, la cosa è ancora più evidente: basta che proviate a spiegare al vostro gatto la composizione ed il processo di fabbricazione dei suoi croccantini. Nessuno mai vi è riuscito. Esiste però Una Verità comune a tutte le soggettività, uomini o animali che siano, facilmente comunicabile da tutti a tutti: ed è l'affetto, l'amore, che, quando è davvero amore, immancabilmente si traduce in azioni concrete intese alla cura dell'altro. È questa la sola verità rivelabile per intero a chiunque. Ed è, per sua natura, relativa, perché non potrebbe esistere senza un altro cui rivelarla.
Composto venerdì 26 aprile 2013

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    Scritto da: Giuseppe Freda
    Dedica:
    Alla Verità.

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    postato da , il
    In quanto al gatto , poi, il felino  conosce alla perfezione  ogni ingrediente dei suoi croccantini  , ogni aspetto  dell' attività produttiva , ogni dettaglio circa le logiche di mercato con le quali  il prodotto  viene immesso nel mercato,  ma il suo interesse per tali questioni è nullo . Che cosa dovrebbe mai importargli ? La ciotola arriva da lui colma , non ha più bisogno di lavorare per ottenere un pasto , niente corsa , niente agguati furtivi , appostamenti all' ombra , niente più fulminei silenziosi  attacchi , niente. Il gatto vaga dal divano al tappeto schiavo dalla dipendenza da croccantini.
    Salviamo i gatti dai croccantini , sono come l' informazione per l' uomo .
    Ci viene offerta ricca ed abbondante , ma ci sazia troppo facilmente , inibendo il desiderio naturale dell' uomo di verità , rendendolo schiavo della falsità.
    1
    postato da , il
    Interessante riflessione Pino.
    Come sai sono solito postare sullo spazio personale , sia dei pensieri personali , che frasi in attesa valutazione , ma anche e soprattutto frasi che incontro nelle mie sempre più lente ed assonnate letture - l' avatar  scelto dovrebbe testimoniarne tacitamente le ragioni - .
    In effetti quella frase postata l' ho trovata in un libro che  - benché abbia qualche difficoltà nel terminarlo anche per , non mi nascondo dietro ad un ditino , l' arrivo del sole di maggio  e di venti  finalmente deboli e tiepidi -   ti consiglio : "La via lattea " di Odifreddi , logico matematico  ateo convinto e Valzania un giornalista credente , i due intraprendono un viaggio assieme ..... Tale frase poi è anche il titolo dell' intero capitolo successivo.
    Sono quasi certo che se tu e Vincenzo doveste decidere di compiere un simile viaggio assieme , ne potrebbe uscire fuori un altrettanto bel libro .
    In effetti per intraprendere civili ma spesso accaniti dialoghi , non è necessario percorrere a piedi quasi ottocento km... povere ginocchia :-(  , è sufficiente percorrere la via della tolleranza e della volontà di superare le proprie stesse radicate convinzioni attraverso l' intelletto scettico . Credo , anzi , che tale percorso sia ancora più faticoso e complicato specie quando hai  una piccola marmocchia :-)

    ...Tutte scuse ...
    Ciao Pino !

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