Scritto da: Pietro Nigro

Paul Valéry

Capitolo: Premessa

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...parfois sortir de confuses paroles; | l'homme y passe à travers des forêts de symboles | qui l'observent avec des regards familiers". 2)

Abbandonando tutta una letteratura dominata dalla scienza, questa nuova generazione mirò a riprendere tutto ciò che aveva per soggetto e fondamento il mistero, il sogno.

Fu un periodo d'innovazioni più spesso soggettive, di ricerca in tutte le sfere della conoscenza umana. La stanchezza del senso borghese e del positivismo portò l'artista alla valorizzazione di una realtà soggettiva più interiorizzata in contrasto con l'oggettività naturalistica.

Si formarono i differenti rami d'una medesima corrente, ma il cui scopo era unico: fuggire la realtà finita, le leggi mentali. Una certa religiosità, un'inquietudine metafisica, un bisogno di evasione dalla prosaicità del reale invasero la mente di questi uomini nuovi. Per i simbolisti la poesia, e l'arte in genere, è unico strumento di comprensione e di conoscenza, unica interprete della realtà.

Era perciò naturale che si elevassero alle altezze di maestri Charles Baudelaire (Les Fleurs du Mal, 1857; Petits poèmes en prose ou Le Spleen de Paris, 1869), e i due viventi, Stéphane Mallarmè, considerato, come già detto, il caposcuola (l'Après-midi d'un faune, 1876; il saggio Divagations, 1897, uno dei più importanti manifesti ... [segue »]

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