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Scritto da: Francesco Benedetto
Non sapevo descrivere quella strana sensazione che mi accompagnava in ogni momento della giornata. Mi svegliavo ogni mattino come se qualcosa mi stesse osservando, ma mi accorgevo che davanti a me non c'era nessuno, solo una stupida scrivania dove buttavo giù qualche riga per evadere da una prigione mentale. La stessa dove la mia mente era ancorata a qualcosa di profondo. Più profondo di un oceano di silenzio, più lungo di una strada senza fine, in continua ricerca dello spiraglio di luce dopo una tempesta. Ed ecco che ancora una volta mi ritrovai a cavalcioni sulle mie fantasie, sui miei sogni. Pronto di nuovo a sognarti, a sussurrare dolcemente il tuo nome nel cuore della notte, ad immaginare mentre parli, mentre mi sorridi, mentre mi guardi... ad immaginare il mio corpo a contatto col tuo riscaldando i miei gelidi pensieri. Una lacrima scende dai miei umidi occhi mentre sogno e aspetto quel momento in cui i pensieri potranno trasformarsi in sensazioni che diverranno ricordi felici.
Composto martedì 14 ottobre 2014

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