agosto 1943


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...dove nostro padre prestava servizio.
Lo incontrammo sulla strada del ritorno; con una mano si comprimeva il petto per una frattura riportata nel gettarsi a terra e ripararsi dalle schegge delle bombe.
Alla sua felicità per l'incontro, seguì un'esplosione di rabbia contro la guerra, che condannò senza mezzi termini.
La guerra terminò, i nazisti iniziarono la ritirata seminando distruzione e appiccando fuoco dovunque passassero.
Arrivarono gli americani; subentrò un clima di distensione ed incominciò la ripresa. Terminarono le deflagrazioni di guerra. Pure il Vesuvio, dopo una tremenda eruzione, si mise a tacere e finì di fumare.
Ancora oggi quando sento parlare di guerra, giusta o necessaria che sia ritenuta, nella mia mente affiora il ricordo di quel giorno d'agosto: l'intenso bombardamento, le esistenze spezzate, le famiglie smembrate, i mucchi di rovine fumanti, il terrore in cui ho vissuto quella giornata.
Composto mercoledì 31 marzo 2010

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