Scritto da: Enzo Di Maio

Portavamo l'eskimo


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...Qualcosa di speciale. Suono mentre il trance continua e chiara si sente la voce di mia madre; "guarda se ti pare ora di venire a mangiare, si fredda tutto, qualche giorno te lo frullo dalla finestra quel coso, non ti chiamo più e se non mangi ti metto il piatto per cappello". Quante volte me lo diceva, povera mamma mia. È li, reale ed il trance pre risveglio continua, sono nello spazio tempo dove quel tempo, il mio bel tempo è immagazzinato. Chissà se sarà concesso riviverlo. Non chiederei altro all "aldilà, magari solo qualche correzione. Intanto le note terminano, Freddie va via e lo sostituisce un terribile fastidiosissimo squillo che mi fa sobbalzare dal letto e mi riporta alla realta. Il campanello, cazzo! Sono le nove e trenta, l'ora del postino. Dopo scoprirò che ho ricevuto una bolletta da pagare. Ciao Freddie, chissà quando ricapiterà di ritrovarci. Forse un giorno, ma oramai sono anni che lo dico, troverò il coraggio per liberare il" farfisa" dai cartoni. Probabilmente mi frena il fatto che ora, quando rimango in t-shirt e mutande sento maledettamente freddo.
Composto giovedì 17 aprile 2014

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    Scritto da: Enzo Di Maio
    Dedica:
    Ai miei compagni del liceo, a quelli dell'eskimo.

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