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Scritto da: Marco Mei

Paradosso del carcerato

Uno in carcere ha tanto tempo libero e lo impiega facendo palestra o leggendo libri. Uno fuori ha (avrebbe) meno tempo libero e lo impiega facendo palestra o leggendo libri. Quelli fuori che preferiscono la palestra investono il loro prezioso tempo libero ad inseguire la vuota aspirazione a diventare dei pupazzi, come la barbie che si scelgono per condividere insieme un futuro fatto di plastica. I carcerati che preferiscono la lettura investono nella speranza di poter scoprire ancora sé stessi per abbandonare l'immagine della persona che sono stati, evadendo dalle celle di cemento attraverso la speranza che può esserci ancora un futuro per le persone che non credevano di saper essere. Il tempo che hai non ha valore assoluto, ha il valore che gli dai attraverso l'uso che ne fai e ognuno è libero proprio perché può impiegarlo come vuole, come è vero che puoi usare una banconota da 100 euro per accendere una candela, come è vero che esistono prigioni da cui non si può fuggire, prigioni che non sono fatte di cemento.

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    Scritto da: Marco Mei

    Commenti

    2
    postato da , il
    d'accordo... e fanno paura pure le prigioni fatte di finte sicurezze
    1
    postato da , il
    fa meno paura una prigione in cemento che essere prigionieri delle proprie debolezze ;

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