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Scritto da: G. De Felice
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Provò a girarsi dall'altro lato, voltando anche il cuscino per cercare un po' di refrigerio stretto nella morsa del primo caldo estivo di un giugno che sembrava promettere un'estate bollente. Dai rettangolini delle tapparelle socchiuse filtrava la prima luce soffusa di un'alba pretenziosa, che andava a bagnare il corpo nudo di lei, sdraiata sul suo fianco sinistro. La penombra in cui brillavano i suoi fianchi gli impedirono di prendere sonno, non che in fondo si fosse sforzato per distogliere lo sguardo da quel corpo di lei, grondante di sensualità. Doveva aver fatto un qualche sogno piuttosto movimentato, pensò, perché la maglietta di lui che indossava, le si era accartocciata addosso, risalendo fin sotto le ascelle, lasciando scoperta parte della schiena ed il profilo del seno. Chiuse gli occhi, e inspirò profondamente: era una sua abitudine, perché riteneva che gli occhi dovessero giocare una parte irrisoria nel sapore di quel momento. Quello che potevano vedere i suoi occhi, pensava, era quello che avrebbero potuto assaporare gli occhi di chiunque altro. Ciò che contava davvero, in quel momento, era fissare il suo odore, assaporarlo, contornare il suo profilo, le sue spalle, i suoi fianchi, con le dita, disegnandola nei suoi pensieri, bloccandola ... [segue »]
Composto domenica 3 giugno 2012

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