Scritto da: Stefania Meneghella

Sogno


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...volavano nel grande spazio delle nostre intimità. Ho sognato un posto dove non c'era alcun bisogno di sognare, dove tutto era perfetto, paradisiaco e dove la gente credeva in tutto, nella vita, nell'amore, in Dio, nell'infinito, nell'immortalità. Nel sogno vedevo me. Ero una di loro, credevo, credevo davvero. Ma non sognavo, c'era tutto ciò di cui avessi bisogno. Era inutile desiderare qualcos'altro. Ho sognato i bambini, teneri e innocenti, che con i loro sorrisi mielati mi guardavano delicatamente e non avevano bisogno del mio aiuto. Erano felici. Ho sognato un mondo dove tutti avevano diritto alla serenità e non c'era posto per la tristezza, la malinconia, la superbia, l'egoismo, la cattiveria. Dove si moriva perché era Dio a deciderlo privando il mondo di angeli come loro, e dove si giudicava qualcuno dal contenuto del carattere e non dal colore della pelle. Ho sognato un altro mondo, altra dimensione, altra vita.
Ventotto Ottobre. Ho aperto gli occhi, mentre le immagini di quel sogno balenavano nel mio cervello. Vedevo i bambini con i loro sorrisi, quella gente colma di bontà e delicatezza. Vedevo un altro mondo, diverso da quello in cui mi trovavo. Mi guardai attorno osservando con circospezione la mia stanza,... [segue »]
Composto venerdì 28 ottobre 2011

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