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Scritto da: Marilisa

La mia favoletta


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Era abitudine, il sabato e la domenica, quando papà rimaneva a casa senza dover ritornare al lavoro, dopo cena, il rito degli abbracci e degli stropicciamenti con baci e risate e... io adoravo quei momenti. Mi chiamava: ehi principessa vieni sulle mie ginocchia che ho voglia di sentire il tuo cuoricino che batte di gioia. Io ero piccolina, pochi anni di vita e lo guardavo estasiata e mi bevevo ogni sua parola, quando mi raccontava la favola della mia nascita.
Devi sapere, cominciava così, che io dopo la nascita di tuo fratello, il maschio che volevo fortemente, ho cominciato a pensare a quanto sarebbe stato fantastico avere una bambina. Io la sognavo anche, con i capelli biondi color del grano maturo e gli occhi azzurri color del cielo, ero sicuro di essere ascoltato e la notte guardavo la luna e sentivo che tu eri lì, in quel mondo incantato e incontaminato, che riuscivi a sentirmi e cominciammo un dialogo tutto nostro.
-Vuoi essere la mia bambina?
-Sì, mi piaci, perché sei sempre allegro, ti sento spesso canticchiare e fischiettare e sento che sei buono e generoso e poi... lavori sempre.
- Va bene, allora siamo d'accordo. Ora mi devi aiutare a ... [segue »]

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