Scritto da: Umberto

Una vita nel nostro mondo


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...impedito, non ho mai capito perché io dovevo rimanere fuori dalla sua porta mentre gli altri potevano entrare.
Umberto si rimetteva in fretta ed eravamo subito pronti per nuove scorribande in quel piccolo lembo di terra, ora a spaventare le papere, ora a rincorrere le galline saltellanti. Andavamo d'accordo anche perché lui, come me, aveva una particolare predilezione per i profumi; Elena la moglie del falegname spessissimo cucinava le patatine fritte con il rosmarino, Umberto mi chiamava e si incantava: a pochi passi dalla porta di casa un profumo così invitante lo faceva quasi sognare. Eravamo poveri e non sempre le patate erano sul tavolo.
Una sera al rientro sentii un dolore al capo, Umberto sorrise divertito perché probabilmente avevo urtato la porta di casa, ma giuro che non l'avevo vista, non l'avevo vista.
Anche quegli antipatici colombi che il falegname ospitava sul tetto, quei tubanti volatili che mi facevano arrabbiare al solo vederli, dopo quella sera li vedevo come sfocati, si li potevo udire ma non erano più nitidi come prima, e io non capivo perché.
Le cose peggioravano e mi sentivo stanco, Umberto mi guardava in un modo strano, come se vedesse al di là del tempo, come ... [segue »]
Composto domenica 28 gennaio 2007

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