Scritto da: Andrea Manfrè

Dalla Scozia, whisky violini e moschetto


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...nessuno avrebbe mai potuto indovinarlo. Con puritana risolutezza il direttore della compagnia fece vuotare i barili nelle betoniere per l'impasto dell'asfalto, non senza aver provveduto, prima, a mettere in salvo due fiaschette per sé. Fu così che la statale venne ultimata alla faccia dei retrogradi e poté essere inaugurata alla presenza dei pezzi grossi della contea e dello Stato. Il governatore, che ebbe il privilegio di calcare con la sua Ford l'asfalto vergine, si fece un bel giro sulle montagne russe e senza nemmeno pagare il biglietto. Il fatto è che la strada aveva il singhiozzo e, per quanto uno inchiodasse il volante e le ruote, quella spugna di statale che si era tracannata tutto lo Yancey Special ballava la giga e se ne infischiava dei cartelli, della bussola e della forza di gravità. E tutto rollava insieme a lei, i paracarri, gli alberi, i pali telegrafici, sbandava l'automobile del governatore, rimbalzavano i motociclisti della stradale partiti come razzi in suo soccorso, sculettava la folla senza freni inibitori, perfino il pastore si abbandonava a una gioia indecorosa. L'onda brilla della statale inebriò almeno sette contee. Quello fu il caso più sconvolgente di sbornia collettiva e qualche bacchettone additò in Bill Yancey lo stregone responsabile di tutto quel baccanale. Ma che ne poteva sapere uno come Bill, lui era soltanto un buon vecchio ribelle, un grido barbarico urlato dal profondo della contea di Watauga. Però di whisky sì che se ne intendeva...

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