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Scritto da: Stefania Meneghella

Profumo


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1999. In quella mattinata primaverile, Altea camminava tra le strade della sua città. Il vento le smuoveva leggermente i capelli e a tratti incontrava gente felice. Aveva diciannove anni, Altea e non aveva mai riso veramente. Nella città del suo tempo, i parchi attorniavano il suo universo, mentre bambini ingenui con i propri genitori giocavano sereni. Si fermò per un istante ad ammirare quella felicità che le ruotava attorno; sul prato, dei fiori freschi. Rimase ad ammirarli per qualche minuto, come trasportata in una macchina del tempo. Per lei, non erano solo fiori; erano ricordi. Erano i fiori donatale da suo padre prima di morire, gli stessi fiori che aveva scorso risvegliatasi dal coma. Identici, brillavano di luce propria e, quasi conoscendola, la fissavano con dolcezza. Avrebbe voluto dire tante cose in quel momento, ma decise solamente di sorridere. Il profumo delle rose ruotava attorno mentre le piccole foglie di quel prato sempre verde brillavano di una luce che Altea non conosceva. Ed era bello restare ad ammirarli. Altea era lì, immobile, come quei fiori, come la sua vita. E, immersa nella sua macchina dei ricordi, immersa in quella città illuminata dalle rose, accadde qualcosa. Qualcosa che la cambiò totalmente.... [segue »]
Composto mercoledì 15 agosto 2012

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    Scritto da: Stefania Meneghella

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    5
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    :-))
    4
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    Ancora grazie .. sei molto gentile!
    3
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    Sei brava.
    2
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    Grazie :)
    1
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    Bella.

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