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Scritto da: Steve BOTTY

La mia via

A circa vent'anni ero inghiottito e trasformato in un operaio turnista, da una fabbrica lager automatizzata. Dopo pochi giorni mi resi conto, che lavorare all'interno di un perimetro ristretto, col divieto di comunicare con chiunque, senza rendermi conto se fosse giorno o notte, non poteva diventare il mio futuro. Dopo quell'esperienza, cominciò la mia rivoluzione interiore e un'energia che partiva dal mio stomaco, salendo dai polmoni alla gola, mi fece urlare Libertà; parola che sino a quel momento non conoscevo. La società era diventata il nemico da combattere. Cominciai a fumare, a bere, giocare a carte, a frequentare, tutte le sere, ogni genere di locale e svegliarmi ogni mattina in compagnia di una donna diversa e insieme bivaccare da un caffè all'altro per aspettare, come automi, l'arrivo dell'ora di pranzo. Arrivai all'età di trentacinque anni, credendo di essere un uomo libero, erigendo un egoistico e insuperabile muro di bugie e aggressività, contro tutto e contro tutti per nascondere i miei errori e giustificare i miei fallimenti. Guardandomi allo specchio vidi un vecchio cavaliere ormai al tramonto che indossava con fatica una pesante armatura. Sotto il suo elmo, il mio viso ancora giovane che chiedeva aiuto; mi stavo avvicinando al punto di non ritorno. Una strana energia m'invase il corpo, illuminando la nuova strada ai primi passi di un radicale cambiamento. Nel canto pieno d'amore delle persone che avevo abbandonato, ritrovavo la quiete e la guida per il mio viaggio di ritorno, mentre, guardavo negli occhi lo spettro del male abbandonare il mio corpo distruggersi alle mie spalle.

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    Scritto da: Steve BOTTY

    Commenti

    2
    postato da , il
    Ciao Zia Pandakiss, sei molto gentile. Un abbraccio.
    1
    postato da Chiara Micellone, il
    complimenti!

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