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Scritto da: Rosaria

Il sax di Pueyrredòn

La magia di una stazione metropolitana non è cosa che si disveli a tutti; il viaggiatore distratto e frettoloso ha la mente altrove, intrappolata nella propria affannosa quotidianità. I treni arrivano e vomitano centinaia di passeggeri per ingoiarne subito dopo altrettanti; poi ripartono con il loro carico di umanità affaccendata e indifferente Tra un arrivo e una partenza la stazione si svuota; c'è qualcuno che aspetta ed un sax che suona. Riempie di sé il silenzio; le note ora rauche ora limpide e sonore si srotolano nell'aria d'attesa e un uomo incuriosito si ferma ad ascoltare; è attento ed un'espressione seria gli aggrotta il viso. Il ragazzo continua a suonare, perso nella sua musica, gli occhi socchiusi, le dita agili che si muovono veloci a modulare i suoni, inconsapevole del destino che gli si è fermato accanto nella magica stazione metropolitana di Pueyrredón.
Composto mercoledì 23 aprile 2014

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    Scritto da: Rosaria
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    Dedicato a Facundo Arana "l'uomo del sax"

    Commenti

    2
    postato da , il
    Sono contenta che ti piaccia! Anche tu sei bravo! Per il momento sono racconti molto brevi,vorrei scrivere qualcosa di più...corposo ma forse sarebbe meglio continuare ad esercitarsi su componimenti brevi. Tu che ne pensi?
    1
    postato da , il
    Fa riflettere...
    Molto bella!! Bravaaa!!

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