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Scritto da: Fatina Dispettosa

Lacrime di pioggia

Sara è stanca. Vorrebbe urlare questa stanchezza al mondo se solo ne avesse la forza. Stanca di cosa, si chiede. Del mondo, della vita, di me stessa? Sara non lo sa, ma è certa di essere sfinita. Sente le ossa pesanti, i muscoli molli, le mani prive di forza. A stento si alza e raggiunge la finestra, la accolgono il grigiore dell'asfalto e aria pesante che sa di polvere e fumi delle macchine. La stanchezza la assale nuovamente, piegandole le ginocchia. Abbassa lo sguardo e vede un piccolo fiore azzurro che a stento cerca di farsi spazio in una crepa di cemento. Sara chiude gli occhi e le escono lacrime, una dopo l'altra. Lacrime che sembrano non avere né inizio né fine, cadono sul davanzale, corrono in strada e scivolano sul grigio fino a raggiungere il fiore. D'improvviso il fiore si risveglia, l'azzurro trema oltre i confini dei petali, si espande fino a fondersi con il cielo, l'asfalto vibra, diventa trasparente e si dissolve nel verde delle foglie, le lacrime di Sara si fanno pioggia a lavare via il tanfo e il caldo. Il vento si solleva leggero, porta il profumo dei campi e della pioggia e Sara su quel vento vola, leggera come un petalo si posa e diventa fiore. Sara apre gli occhi e non è più stanca.
Composto sabato 16 giugno 2012

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