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Scritto da: Paul Mehis

L'entomologo


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Ero bloccato, immobilizzato, non riuscivo a muovere neanche un muscolo...
Solamente a ruotare leggermente gli occhi, ma sopra a me solo un soffitto rosato con una lampada fluorescente che mi abbagliava...
La persona accanto mi stava spogliando senza dire una parola...
Non capivo e non riuscivo ad esprimermi, ma quel volto non mi era nuovo...
Quando fui totalmente nudo iniziò a parlarmi...

- "Salve giudice... Probabilmente non si ricorda nemmeno di me!
È passato già qualche anno da quando mia figlia fu travolta ed uccisa da quell alcolizzato al volante al quale lei non si degnò di far scontare nemmeno un giorno di carcere...
Mi sono informato negli ultimi tempi, sa che non era nemmeno la prima delle sue vittime?
Probabilmente lei è stato troppo impegnato in altre cause per dar troppo peso alla cosa...
Adesso però credo ci rifletterà meglio..."

Mi mostrò un contenitore nero della dimensione di una scatola di scarpe, ma non riuscivo a comprendere cosa contenesse.
Continuò a parlare.

- "Sa che l'idea mi è venuta in mente quando al processo, notai la sua reazione di paura, per una piccola ed innocua vespa entrata da una finestra...
Il bello della cosa sta nel fatto che io di professione ... [segue »]
Composto mercoledì 15 aprile 2009

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    Scritto da: Paul Mehis
    Dedica:
    A tutti quelli che convivono beatamente con i propri sensi di colpa.

    Commenti

    5
    postato da , il
    Grazie Esse!!!
    4
    postato da , il
    Davvero notevole, anzi stupenda
    3
    postato da , il
    Certamente...è in valutazione un mio racconto "La voglia di uccidere"...è parente del tuo :))
    2
    postato da , il
    ...allora ti sei immedesimato nel carnefice.
    1
    postato da , il
    Non male...

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