Scritto da: CLAUDIO CISCO

Colei che brevemente fu e che mai in vita conobbi


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...malinconica e facilmente orientato alla tristezza quale io sono, mi venne subito in mente l'idea di fare un confronto, quasi un parallelismo, tra l'angoscia del mio animo e l'aria di morte che si respirava lì dentro, aria che avvolgeva ogni cosa di quel luogo anche quell'esile farfalla che sperduta v'entra dentro, così per caso, perde i suoi colori rubati all'arcobaleno e in breve muore, riposandosi, non uscendone più.
Dovevo però riconoscere e ammettere che quel posto era anche particolarmente adatto a suscitarmi pensieri profondi, a sviluppare in me una introspettiva meditazione, specie sulla caducità della vita terrena, era capace persino a ispirarmi su tematiche consone al mio stato d'animo. In particolare, la mia attenzione fu richiamata come un flash da una scritta posta subito dopo l'entrata, quasi di fronte alla stanza del custode. Erano parole di color nero vistoso incise su un marmo bianco, virgolettate che dicevano: "Fummo come voi, sarete come noi". Anche questa lettura contribuì a farmi meditare ulteriormente. La reputai subito significativa, perfettamente corrispondente al destino dell'uomo, rivelava una cruda e amara verità per chi non avesse il dono della fede. Se l'uomo ponesse al centro dei propri pensieri l'idea della morte così come ho sempre fatto ... [segue »]

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    Scritto da: CLAUDIO CISCO
    Riferimento:
    Il racconto è narrato quasi per intero in prima persona e mi vede protagonista. Tuttavia ho preferito usare lo pseudonimo di Manuel. Tutti i nomi e i fatti citati nel racconto corrispondono a persone realmente vissute e a fatti realmente accaduti.

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