Scritto da: Nicola Manna

Ad un bambino


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...non ti avvicini un po' a me. È tardi, comincia a fare fresco, perché non mi scaldi un po' con la tua luce? Lei continuava a brillare, come sempre, ed io allora ho alzato un po' la voce, ma solo per farmi sentire di più, non ero arrabbiato, avevo solo freddo. Perché non mi rispondi? Perché sei così lontana? Sei la mia stella, non c'è bisogno che porti la tua luce in ogni angolo dell'Universo. Lei niente. Allora ho cominciato ad urlare più forte che potevo, perché pensavo che così poteva sentirmi. Perché non mi dici che mi ami? Ho fatto qualcosa che ti ha ferito? Devo cambiare qualcosa o salire su una montagna più alta per ammirarti? Perché non mi rispondi, almeno una volta? La notte era ancora lunga, ma io non ho resistito e sono scappato a casa a piangere. Ero arrabbiato perché non ero bello e luminoso come lei e quindi non ero degno di una sua risposta. Non posso dirti quanto ho pianto per lei quella notte, perché la mia mente non voleva contare le lacrime, ma era solo offuscata dal pensiero del perché non ero una stella anche io per poter brillare accanto a lei.... [segue »]
Composto giovedì 8 agosto 2013

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