Scritta da: ROSARIA MINOSA

L'amico

Ti guarda negli occhi...
e gira lo sguardo... quando tu lo cerchi.
Ti tende la mano...
e la tira via... quando ne hai bisogno.
Ti dice "ti voglio bene"...
e subito dopo,... ti volta le spalle.
E tu... cosa fai?
Lo guardi negli occhi,
ci sei... quando lui ti cerca.
Gli tendi la mano...
ogni qualvolta,... che ne ha bisogno.
Gli dici "ti voglio bene"...
e gli offri il tuo cuore.
E dopo?
Lui ti guarda... si ferma
finalmente, ha capito... sei un amico.
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    Scritta da: ROSARIA MINOSA

    Lettera di una mamma

    I nostri sogni, si sono fermati quel maledetto giorno.
    Uno squillo di telefono... una corsa in ospedale... t u... eri già in sala operatoria
    all'improvviso per me e tuo padre,
    non c'era luce... non c'era sole... non c'erano parole... ma solo buio... fitto... nero.
    L'inferno era dentro di noi. L'inferno era attorno a noi.
    Da quel momento, i secondi... i minuti... le ore... i giorni, tutto sembrava andare lentamente.
    Il tempo si era fermato. Tutto era immobile... le persone... l'aria, tutto ciò che era attorno a noi.
    . Solo l'attesa... era viva. Attesa così lunga... amara... dolorosa.
    Ti avevano tagliato la strada, non avevano rispettato lo stop,
    a me e tuo padre, non interessava, era importante, solo il tuo respiro,
    sentire la tua voce, sentirsi chiamare "mamma e papà".
    All'improvviso, mano nella mano,
    io e tuo padre abbiamo iniziato a camminare in una nuova strada.
    I nostri sogni "distrutti". Vederci invecchiare assieme, tra le grida gioiose dei nostri nipoti,
    vederti davanti all'altare con la tua "sposa". Sogni lontani... Sogni svaniti.
    era come se io e tuo padre, ti avessimo partorito in quell'istante "UN NUOVO FIGLIO".
    Io e tuo padre, mano nella mano, piano piano, abbiamo dovuto conoscerti.
    Il nostro futuro, il tuo futuro,
    non sarà più di schiamazzi di bambini o vederti soffrire per le tue prime cotte.
    Il nostro futuro, è fatto e sarà di piccoli gesti
    guardarti negli occhi, e cercare di cogliere il tuo primo sorriso.
    Non possiamo più camminare assieme, le tue gambe non potranno più muoversi,
    le tue braccia non potranno più abbracciarci, la tua bocca non dirà più "MAMMA E PAPÀ".
    La nostra vita, la tua vita, và nello stesso binario. Il nostro treno non corre, ma procede.
    adagio, lento. La strada non è più scura,
    ma io e tuo padre riusciamo a vedere ogni giorno, un piccolo spiraglio di Luce.
    Luce che è presente, anche quando la sera tutto tace, e il buio e il silenzio
    prendono il sopravvento.
    Perché è quella "Luce", che ci dà la forza e il coraggio,
    di dire "DOMANI È UN ALTRO GIORNO".
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      Scritta da: ROSARIA MINOSA

      Il vecchio

      Vidi un uomo,
      aveva gli occhi tristi,
      non avevano luce
      né lacrime per piangere.
      Vidi un uomo,
      stava in silenzio...
      non aveva parole, non aveva voce.
      Vidi un uomo,
      andava a passo lento, non aveva forza nelle gambe,
      aveva già camminato tanto.
      Vidi un uomo,
      ... aveva le braccia e le mani stanche...
      non c'erano calli,
      non c'era forza in quelle braccia,
      avevano lavorato e stretto abbastanza.
      Vedi, quell'uomo... mi sorrise... per un istante.
      In un attimo riuscii a leggere il suo cuore:
      sanguinava, era solo... vecchio!
      Gli regalai un sorriso,
      mi regalò una lacrima,
      gli regalai una parola di conforto,
      lui mi disse "GRAZIE"
      lo feci appoggiare al mio braccio,
      mi diede forza.
      Mi regalò un nuovo sorriso.
      Il suo cuore non sanguinava... dava amore.
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