Poesie inserite da Nataly Laganà

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Scritta da: Nataly Laganà

Il tredicesimo comandamento

Quando furono scritte le tavole della legge
deve esser successo un imprevisto,
altrimenti non si spiegherebbe
questo incredibile sinistro.
Ci sarà una logica spiegazione,
sarà finita la pietra...
o son io che comprendo per negazione.
Cambiamo questa vita tetra
e ritroviamoci in un'altra dimensione.
Chissà perché ci fa tanto spavento,
riuscire a superare la paura di amare.
Il tredicesimo comandamento
è "non odiare".
Composta sabato 25 aprile 2020
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    Scritta da: Nataly Laganà
    Sempre su questa stessa via,
    a 88 numeri da qui
    abita l'amore mio.
    Sono distante due volte l'infinito
    da te
    che sei la vita mia al quadrato.
    Mi sento un fuorilegge
    per come scapperei di nascosto
    per venirti a trovare.
    Ma più delle regole e dei decreti
    mi terrorizza l'idea di contagiarti.
    Allora mi fermo.
    Io resisto.
    E aspetto
    quel momento in cui
    avrò qualche certezza,
    poi
    afferrerò le chiavi della macchina,
    scenderò le scale di corsa,
    partirò a razzo
    e arriverò da te.
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      Scritta da: Nataly Laganà

      Mi sveglierò

      Mi sveglierò
      un giorno
      e mi renderò conto
      che ci siamo lasciati
      l'inferno alle spalle.
      Questa epidemia
      divampa come fuoco nella paglia.
      Brucia le vite togliendogli l'aria.
      L'aria del nostro paese.
      Aria che noi
      riprenderemo a respirare
      nelle verdi campagne
      ed in riva al mare.
      Liberi di andare per le strade
      e di abbracciare le persone che incontriamo.
      Liberi di tenerci per mano.
      Liberi di baciare chi vogliamo.
      Liberi...
      E con le mani per creare
      le ali alla speranza
      e lasciarla volare.
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        Scritta da: Nataly Laganà

        A far foto

        Tornerò al lavoro e poi
        comprerò una macchina fotografica.
        È stato meglio non averla ora.
        Dentro di me
        le immagini già bastano.
        Passerà... e farò foto a tutto e a tutti,
        alle persone che ritrovo belli e brutti.
        Ai bambini che si danno alla pazza gioia,
        e ai grandi che lo fanno ancora di più.
        E poi ad ogni particolare.
        Agli scorci dell'Italia,
        a come si saprà rialzare.
        E tornerò
        a far la foto alla Madonna
        ai cui piedi avevo messo il tricolore,
        per la grazia ricevuta
        e forse io sarò migliore.
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          Scritta da: Nataly Laganà

          L'Albero

          Spezzato
          sradicato
          trapiantato
          nell'instabilità,
          un albero
          aspetta di esser preso
          a colpi d'ascia
          e non sa se
          fiorirà mai più.
          Tagliate le propaggini
          le ferite sanguinano,
          mentre la linfa scorre
          attraverso l'inchiostro,
          e le poesie sono
          pezzi di corteccia,
          croste che cadono
          e lasciano vedere le cicatrici.
          Composta sabato 13 settembre 2008
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