Poesie inserite da Giuseppe Romano

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Scritta da: Giuseppe Romano

Restami accanto

Passi lenti e silenziosi,
ti sento arrivare
durante questa notte cupa,
tetri brividi salgono veloci
una sensazione che riconosco,
il dolore da sempre latente
brucia ancora l'anima.
Sei tornata, di nuovo,
l'abbraccio delle tenebre
scandisce questo momento
ed il silenzio qui intorno fa parlare
quei maledetti ed intensi flashback
di un passato che non ci appartiene.
Naufrago nei tuoi occhi ora
coperti come un tempo
da un velo di tristezza,
fammi provare a strapparlo
lasciami riempire le giornate
disegnando sorrisi sul tuo volto,
non andare via, restami accanto.
Composta venerdì 30 marzo 2012
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    Scritta da: Giuseppe Romano

    Pelle di luna

    Corriamo sui granelli del tempo
    che passa inesorabile
    sotto questo cielo d'estate,
    colmiamo i vuoti dell'animo
    attraverso il sentiero dell'intimità.
    Sdraiati ora su quest'umida sabbia
    fà sì che, la passione ti travolga
    cavalcala insieme a me,
    e che le mie mani voraci
    di carne e parti proibite
    si perdano sul tuo corpo.
    Bruciamo insieme stanotte
    nel fuoco del desiderio,
    arrenditi ai brividi che salgono
    sulla tua pelle di luna
    mentre ti accarezzo dolcemente.
    Fammi sentire il ruggito
    della tua infinita bramosia,
    spogliati d'ogni pensiero
    lasciati penetrare anche l'anima.
    Composta lunedì 15 agosto 2011
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      Scritta da: Giuseppe Romano

      Ali dell'anima

      Nelle profonde tenebre dell'anima
      navigo in un vicolo cieco di ricordi
      la ferita che sembrava essere chiusa
      incessante continua a sanguinare
      come ci fosse un coltello che trivellando
      ingrandisce la piaga da te forgiata.
      Le tue dolci bugie le tue malinconie
      hanno lasciato un vuoto incolmabile,
      e quest'essere infelice nel cuore
      lo vedo riflesso nei tuoi occhi,
      sul fondo di quest'arida atmosfera
      il rimembrarti mi fa sentire vivo,
      le ali dell'anima spiccano il volo
      in un cielo scuro di un tempo passato,
      e di colpo si sciolgono del tutto
      nella sublime follia di un'illusione.
      Composta domenica 11 luglio 2004
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        Scritta da: Giuseppe Romano

        Mi fa quasi pena

        Oggi il mio passato torna a farmi visita,
        bussa alla mia porta con superbia ed arroganza
        convinto che faccia ancora parte della mia vita,
        non sa cosa è successo durante la sua assenza.
        Pare proprio che per lui nulla è cambiato,
        lo guardo e rido con gusto, mi fa quasi pena,
        dopo aver buttato via il mio cuore, è tornato,
        ma la sua parola ora è leggera come una falena.
        Non riesce a capire cosa stia succedendo,
        è confuso, osserva silenzioso il mio fare indifferente,
        senza successo, prova a scoprire a cosa stia pensando,
        si rende conto che non riesce più a scrutare la mia mente.
        Comprende allora che la mia anima ormai è legata
        a colei che venne dopo il suo abbandono,
        ha dimenticato da molto quello che è stata
        e da lei solo indifferenza avrà in dono.
        Composta sabato 18 giugno 2011
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          Scritta da: Giuseppe Romano

          Lacrime di sangue

          Demoni che dal passato rinascono
          si avvicinano alle porte dell'animo,
          con passo deciso e veloce avanzano
          sicuri di divorarlo in un attimo.
          La paura è valida alleata se controllata,
          ella sarà come fuoco che li ridurrà in cenere
          e come acqua che li travolgerà con un'ondata,
          è l'ora di reagire non di temere.
          Aspetto senza pensare a fuggire,
          il coraggio si fa spazio nel mio cuore
          e a loro non resterà che morire
          davanti ad un'anima così gonfia di furore.
          La mia mente gli diede forza e vita
          ma il momento è finalmente arrivato
          questa sarà la loro ultima visita
          e non ci saranno ricordi di quello che è stato,
          dai miei occhi lacrime di sangue sgorgheranno
          e porteranno via da me ogni sofferenza,
          contro questo spirito nulla potranno:
          li spazzerà via con rabbia e violenza.
          Composta giovedì 19 maggio 2011
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            Scritta da: Giuseppe Romano

            Quello che sei per me

            Cammino con passo deciso e cauto, percorro la strada da te indicata,
            ed il cuore non tarda ad iniziare un canto di delirio
            ricordando quello che sei per me in questa via desolata:
            acqua che travolge delicatamente dissetando l'anima
            fuoco che brucia dentro ed accende la passione
            vento che spazza via la malinconia più infima
            luce che illumina ed accompagna ogni mia apprensione.
            Sono ormai giunto alla fine di questo sentiero,
            i miei occhi ancora non ti vedono arrivare
            e tutto intorno inizia a diventare cupo e nero
            quando finalmente da lontano vedo la tua figura brillare.
            Eccoti qui, bella da intimorire, dove sei stata tutto questo tempo?
            Stavo quasi per andarmene lo sai? Ma il desiderio di te ha sconfitto la paura,
            e sei apparsa proprio come quando nel cielo appare un lampo
            ad illuminare le tenebre di una profonda notte scura.
            Il tuo sguardo chiarisce ogni mio dubbio ed uccide ogni mio timore,
            ora posso finalmente scorgere un orizzonte limpido e sereno
            e insieme a te volerò in un cielo dove non esiste alcun dolore.
            Composta mercoledì 11 maggio 2011
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              Scritta da: Giuseppe Romano

              Caldi sospiri

              Si incrociano i nostri sguardi,
              sotto gli occhi attenti delle stelle
              e fanno presto le carezze
              a rendersi più audaci
              ed ecco le mie mani
              scivolare sulla tua pelle,
              la tua bocca sulla mia
              i nostri corpi uniti dal desiderio,
              più leggero nel suo abbraccio forte
              in questa danza di caldi sospiri
              solleva sempre più in alto l'anima
              distruggendo le sue malinconie
              con la furia della passione
              in questa notte di piacere.
              Composta venerdì 20 ottobre 2006
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                Scritta da: Giuseppe Romano

                Angelo decaduto

                Sotto lo sguardo di un cielo cupo e tempestoso
                ricalco il mio passato,
                cristalli di memoria rendono l'animo furioso
                ed il cuore travagliato,
                chi vive nel passato muore in un istante,
                poiché Crono non torna indietro
                e non mi resta che rimuovere la tua figura accecante
                sotto questo cielo tetro!
                Ormai da troppo la disperazione mi accompagna,
                lei insieme a te angelo decaduto,
                cadi come la pioggia che il mio viso bagna
                e richiami il dolore che per troppo ho conosciuto!
                Ecco cessare la tempesta
                e il cielo finita la sua danza
                abbandona la sua ira funesta
                mostrando luce di speranza.
                Come una fenice dalle proprie cenerei rigenerata
                volerò verso altri orizzonti lontani,
                dimenticando quello che sei stata
                accarezzando nuove mani!
                Composta giovedì 11 marzo 2004
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                  Scritta da: Giuseppe Romano

                  Notte

                  Tuona la voce del cieco cielo
                  anche egli simile a me
                  privo d'ogni luce che porga zelo,
                  odo la sua rabbia salire
                  e par che mi voglia scuotere
                  con un immenso ardire.
                  Questa notte tempestosa e tetra
                  penetra nel mio eterno oblio
                  ove il passato rende il cuore pietra,
                  cosi la tua figura prende vita
                  nei meandri di quest'anima
                  il tuo ricordo mi perseguita
                  celando raggi d'amore,
                  piccoli attimi d'abbandono
                  che colmavano l'animo d'ardore,
                  fin quando non fui il tuo predio
                  per poi cadere in questo male
                  a cui non esiste rimedio.
                  Composta lunedì 26 aprile 2004
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