Scritta da: C. De Padua Visconti

Mentre gli occhi s'interrogano

In questa notte stellata
odo il fruscio dei tuoi passi
il canto della tua voce
che sussurra il mio nome;
tu dalla brezza
leggiadra ti adagi
e prosti il tuo corpo
sulle mie gambe
io e te soli
in un colloquio
mentre gli astri
imbiancano
i nostri visi
e gli occhi
nella fioca luce
s'interrogano!
Composta domenica 23 febbraio 2014
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    Scritta da: C. De Padua Visconti

    Ochhiello e bottone

    Incontrai per caso
    chi mi fu necessario
    indispensabile come aria
    a dar vita alla mia anima!
    Ma più necessario
    ero io per lei
    come lei lo era per me!
    Occhiello e bottone
    utili solo nella nostra funzione
    a chiudere quel manto
    di tristezza,
    a stringere quei lombi di bellezza,
    più certa della morte
    la nostra appartenenza
    le nostre mani
    le mie le sue
    sulle nostre gote
    lacrime
    in gioia
    io lei
    occhiello
    e bottone!
    Composta domenica 23 febbraio 2014
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      Scritta da: C. De Padua Visconti

      Nulla posso

      Prepotente
      flusso
      penetra la mente
      benché sbarri
      immagini, suoni, emozioni,
      nulla posso
      incapace a dominare
      ricordi
      di noi,
      galoppano
      sinuosamente,
      vano è distrarsi
      irrompi nei miei
      intimi silenzi
      dimenticarti
      è innaturale!
      Rievocarti
      anche quando
      non voglio,
      non è silenzio
      questo
      ma assordante
      rituale
      fulcro nella tua assenza
      furtiva angoscia
      che aleggia
      sull'anima mia
      mentre tutto scorre
      come sempre
      giorni funerei
      che solcano dolore
      senza rumore!
      Composta domenica 16 febbraio 2014
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        Scritta da: C. De Padua Visconti

        Mastico dolore

        Così mastico il dolore;
        attonito osservo
        il mondo distratto
        e mi ritraggo
        nella mia isola
        del pianto!
        A contristare l'anima
        è un penoso vuoto
        angoscia dominante,
        spartiacque
        della vita alle ombre;
        piaceri, gioie, riso
        sembrano ammutinare il corpo
        approdati su mondi di visi sconosciuti,
        ingoio indigeste amarezze
        odo echi di pianto
        risuonano nei timpani
        come a violentare
        la quiete
        oramai fugace, caduca
        come le ultime foglie
        d'una quercia
        spazzate dal vento
        dello strazio!
        Composta martedì 11 febbraio 2014
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          Scritta da: C. De Padua Visconti

          Ecco siamo isole senza porti

          C'è un muto dolor
          nell'anima!
          Vuoto il corpo
          vaga
          in un subbuglio
          d'angoscia.
          Vorrei poter tradurre
          in versi
          il miei funebri sensi
          arresi
          al potere della morte!
          Nulla sembra aver senso
          quando
          l'avversa sorte
          pugnala l'esistenza
          di chi amar hai sempre amato.
          Tutti siam preda di ugual disfatta
          quando l'ombra della morte
          t'avvolge
          spietata.
          Ecco siamo
          isole
          senza porti
          abbandonate
          negli oceani
          del mistero!
          Ma il crudel fato
          muro di un pianto
          senza un perché
          ci tiene prigionieri
          in mille
          dubbi e vaghe certezze!
          Quel che gli occhi
          han visto
          negli occhi
          dell'altro
          resta un fatto e una certezza
          col senno
          di chi soffre
          la ragion non si addice
          non accetta
          l'umano cuore
          la fine
          dolorosa
          di una vita!
          Composta sabato 1 febbraio 2014
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