Mi ricordo ancora il cartello con la scritta Roma sulla via trionfale dì fianco correva la linea ferroviaria una trincea tra la periferia e la campagna Monte Mario per gli occhi dì un bambino era il balcone su Roma Le strade che penetravano tra i spazi vuoti lasciati da un'edilizia della domenica e dei pochi soldi un anderivieni di regioni e di dialetti sulle strade e sui balconi fili di panni colorati spaziavano nel cielo di carta angoli dì negozi, dì visi che ti sembravano immortali come le storie che narravano sentivi verso sera l'odore di legno buono l'odore di farina e pomodoro dell'osteria di Peppinella questa era Monte Mario negli occhi di un bambino nelle giornate di giochi sotto il cortile nel cambiare delle cose di un pallone di cuoio orfano del suo campetto nel girovagare con gli amici, in cerca della luna a via Torrevecchia nel rintoccare delle campane che ricordavano che era domenica sul ciglio dell'Insugherata verso notte a mirare lanterne di lucciole su Roma lontana quando tornavi con il bus dal centro tornavi a casa.... sì a casa cara Monte Mario ti ho amata, sedotta, ma non ti ho mai abbandonata.
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