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Scritta da: Granconsiglio

Studio

Si prospettava
un avvenire
roseo
fatto di strade in discesa
di calcoli già svolti
di pezzi di carta che
attestavano chissà quale abilità

Si camminò
lungo una strada
color porpora
in tasca bei sogni
negli occhi il futuro già visto
nel torace la passione
dei problemi da risolvere

Si parlava
o meglio
si sperava
parafrasando obbiettivi
ormai lontani
sussurrati ad un cervello
sospeso in una
grigia apatia

Ci si faceva sballottare
soqquadrare l'anima
innervosire il pensiero
digerire la mente
ammazzare la forza
da una fase
più nera
del buio

Resta
un camminare
disinvolto

una cartaccia
tra le mani del vento

il pensiero di ciò
che ci è stato
tolto

un futuro
ancora tutto da soffrire.
Davide Massimiani
Composta sabato 1 dicembre 2012
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    Scritta da: Granconsiglio

    Avvenimenti

    Capita che non si riesca a
    giocare
    a nascondino
    con le proprie personalità

    Capita che
    seduti a pensare
    in realtà non si pensi
    a nulla
    e si fissi
    banalmente
    il sorriso del sole
    che divide cielo e mare

    Capita che
    le cose che capitano
    capitino nel momento
    inadatto

    Ma capita che
    l'inadatto
    sia l'adatto d'un altro

    Capita che
    ci capiti di pensare
    di poter evitare che
    eventi capitino
    e capita che
    non li crediamo verosimili
    fino a che
    i malcapitati non siamo
    noi

    Capita che qualcuno si intrufoli
    magari lentamente
    e ciò che conta non è che ciò capiti
    ma dove si intrufoli

    Capita che "l'evento
    è l'improbabile nell'avvenibile"
    ma se capita che scelga la tua testa
    c'è ben poco da fare.
    Davide Massimiani
    Composta domenica 25 novembre 2012
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      Scritta da: Granconsiglio

      Che ne sapete voi

      Che ne sapete voi
      Della sintonia
      Pulita
      Vera
      Lineare

      Non immaginate voi
      Nulla
      Del pensiero affine
      Del filo sottile
      Che lega due ragionamenti

      Che ne sapete
      Di quel brio
      Che porta a passeggio
      Nei suoi occhi
      Di quella luce
      Sincera
      Piena di sogni

      Non potete saperne nulla voi
      Di quell'esplosione
      Dentro
      Ogni volta che ride
      Ogni volta
      Che piano piano
      Dichiara con due parole
      Tutto il suo amore

      Non ne saprete mai nulla
      Delle sue forme
      Perfette
      Sensuali
      Provocatorie
      Di quel suo baciare
      Avvolgente
      Della sua meravigliosa
      timidezza

      Non potrete accorgervi mai
      Di quel brivido
      Emanato dal suo odore
      Che sa accarezzarti
      la schiena
      e la mente

      Nessuno di voi mai
      Forse impazzirà
      Di gioia
      Constatando la sua gelosia
      Notando la sua voglia
      Di averti tutto per sé

      Forse
      Nessuno mai saprà
      Immaginerà
      Si accorgerà
      O impazzirà

      Nessuno mai
      Tranne me...
      Davide Massimiani
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        Scritta da: Granconsiglio

        La danzatrice folle

        Dietro il suo ragionare
        nascondeva
        perversioni mai dette
        forse solo sussurrate
        senza troppo zittire
        le vocine che quatte quatte
        le suggerivano di mollare

        La si poteva chiamare
        idiota masochista insensata
        la ramanzina subìta
        le permetteva di replicare
        sorridendo

        Metteva a ferro e fuoco
        la sua sensibilità
        non si esponeva
        non guardava mai a quel futuro
        già vissuto
        nemmeno per gioco

        E tutta la grinta che non le mancava
        soqquadrava
        stabilità cervello cuore
        dell'ombra che baciava
        e portava sottobraccio.
        Davide Massimiani
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          Scritta da: Granconsiglio

          Le rime

          Le costringiamo a star vicine
          tanto da baciarsi
          quando
          invece
          magari
          vorrebbero allontanarsi
          a spintoni

          Ci convinciamo
          che privarne il testo
          equivalga
          a lasciar la luna
          senza osservatori

          Spesso costruiamo
          mentalmente
          il tutto
          attorno al loro bacio
          e non ci accorgiamo
          che tutta questa preparazione
          non aiuta a pensare meglio
          semmai a scrivere peggio

          E Sarebbe
          più semplice
          comporre
          se ci ricordassimo
          che le opere migliori
          sono tutte incatenate
          ancora
          in svariati cervelli

          È d'obbligo
          dubitare
          che la poesia
          ci insegni qualcosa
          ed è certo
          che la rima torna sempre
          ma qui
          la vittoria
          se la dovrà sudare.
          Davide Massimiani
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            Scritta da: Granconsiglio

            Poteva andare peggio

            Poteva andare peggio
            lasciarsi assuefare dal suo profumo
            è esponenzialmente
            più elettrizzante
            che paralizzarsi
            cerebralmente
            dinanzi ad una scelta

            Poteva andare peggio
            la sua testardaggine
            lasciata alle intemperie
            poteva partorire ruggine
            tanto da impedirgli
            di farli trovare

            Poteva andare peggio
            poteva non dire
            senza te non mi vedo
            poteva non rimanere
            poteva non sbagliare
            in teoria
            nel modo giusto
            dove altre
            forse
            avrebbero scelto tutt'altro

            Poteva andare peggio
            San Lorenzo avrebbe potuto
            rovinargli la serata
            anziché stellare i loro
            soffitti

            Poteva andare peggio
            così tanto che
            meglio di così
            non poteva proprio andare.
            Davide Massimiani
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