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Scritta da: geo che scrive
Le strade deserte di una notte di primavera in gennaio e l'occhio cade dentro stanze illuminate dove si svolge il rito della cena inconsapevoli del fatto che un ospite non invitato osservi per qualche secondo per poi passare a un altro semaforo, a un'altra stanza. Tra un semaforo e l'altro, marciapiedi deserti dove rivedo la tua faccia in mille ricordi. Ma forse non eri nemmeno te, che eri solo la proiezione astrale di un mio desiderio di felicità. No, non eri te.
Giorgio Lazzarini
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