Scusa se non ho capito quando tu stavi male,
perché da sempre eri stato la roccia forte alla quale io
mi ero aggrappata.
Scusa se non ho capito che anche tu potevi essere fragile ed avere,
a tua volta, bisogno di essere sostenuto ed aiutato.
Io, da parte mia, non ho saputo cogliere quei segnali, quei messaggi muti che tu, orgoglioso,
tuo malgrado, mi inviavi.

Per questo, ti supplico
quando ti sentirai solo e smarrito,
parla con me: io ti saprò ascoltare e capire ed avrò,
almeno una volta, la gioia di essere io la roccia.
Cristina Furieri
Composta giovedì 7 aprile 2011
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