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Scritta da: Antonino Gatto
Ti sfiorerò come un cigno in amore,
per sentir nel silenzio, il palpitar del tuo cuore.

Scioglierò il ghiaccio dei tuoi lunghi inverni,
per bere alla tua fonte, fino al resto dei miei giorni.

Scalderò la tua anima, come il sole d'agosto
per occupare nell'olimpo dei tuoi pensieri, l'unico posto.

Soffierò le nubi, e le tempeste di ogni anno,
per vestire col sorriso le tue labbra, tutti i giorni che verranno.

E quando verrà sera, spegneremo il nostro giorno,
baciandoci le labbra, e ritrovandoci nel sogno.
Composta domenica 14 febbraio 2010

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    Info

    Scritta da: Antonino Gatto
    Dedica:
    A chi crede ancora nell'amore eterno!

    Commenti


    10
    postato da , il
    Grazie Amabile! :)
    Un abbraccio
    Antonino
    9
    postato da , il
    bellissima
    8
    postato da , il
    Caro Salvatore,
    piacevolmente ti rileggo e ti ringrazio.
    A presto.
    Antonino
    7
    postato da , il
    Carissimo Salvatore,
    sono felice di rileggerti, e lusingato delle tue parole, apprezzo ogni osservazione, perché mi aiutano ad apportare miglioramenti al mio metodo inusuale di scrivere pensieri.
    Vorrei darti una risposta alle tue domande, che sia reciprocamente ricca di contenuti, ma i miei titoli di studio sono a mio sfavore e perderei in partenza, per cui ti prego di accettare una mia semplice risposta che spero tu gradisca in modo ironico, poiché non vi è una risposta...
    Diciamo che ho semplicemente scritto un  "luogo disperato" ed ora ti spiego il perché:

    La tua puntualizzazione si riferisce ad un assonanza,
    propria della versificazione francese della Chanson de Geste arcaica perché col tempo anche in questa si è preferita la rima. Nelle varie versioni manoscritte della Chanson de Roland (derivazioni del manoscritto di Oxford) si è emendato un verso che non aveva le dieci sillabe, perché si è partiti dall'idea che il verso deve avere 10 sillabe. Se non c'è modo di emendare in modo ragionevolmete certo ci si mette la croce che marca i "luoghi disperati" (espressione tecnica che significa dove non si capisce come dovrebbe essere).
    Rima ed isosillabismo sono correlati.
    La versione del manoscritto di Oxford è in lasse assonanzate,
    ed io involontariamente credo di aver fatto lo stesso errore, sempre che si possa definire tale...
    Spero di averti potuto dare una mia semplice risposta, che con questo non ha nulla da recriminare alla tua puntualizzazione.
    Mi soffermo solo un attimo per chiederti se adotti gli stessi criteri di valutazione per giudicare tutti i contributi inseriti in questo forum, perché se così fosse, credo che dovrei rivedere io e molti altri autori, tutti i miei contributi che divergono palesemete da qualsiasi riferimento metrico, ed a cui non saprei in nessun modo dare altre giustificazioni, se non una simile alla precedente, che sinceramente, di persona sarebbe stata uguagliata ad un semplice sorriso.
    La tua cultura mi affascina, ma non aspettarti un gran ché dalle mie frasi, perché sono solo il semplice frutto di una cultura contadina.
    Felice di rileggerti
    Antonino
    6
    postato da , il
    Vorrei ringraziare anche a te Salvatore, precisandoti, che per mia scelta le mie frasi e poesie, non seguono nessuno schema poetico, ma semplicemente un mio stile libero che mi spinge a concentrarmi maggiormente sul contenuto che a tutto il resto, seguendo esclusivamente la libertà dei miei pensieri.
    Vorrei avere il piacere di leggere qualche tua opera, per poter valutare la tua capacità di scrittura, oltre alla tua indiscutibile caparbietà di critica.
    A rileggerti
    Antonino

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