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Mi fischiavano le orecchie. Era la mia mente che faceva casino per non pensare quello a cui stava pensando.
dal film "Ovosodo" di Paolo Virzì
Mi fischiavano le orecchie. Era la mia mente che faceva casino per non pensare quello a cui stava pensando.
Mio fratello Ivano è in gran forma, i medici si sono arresi all'evidenza. Uno psichiatra svizzero sta studiando il suo caso. Ha preso l'abitudine di uscire, e passa i pomeriggi al Corso Grande insieme ai suoi amici africani. Pagherei per sentire quello che si dicono! Ma soprattutto come, in che lingua! Ho anche pensato, forse non è ritardato, ma solo straniero.
È una mamma molto importante.
A me ha rovinato la vita, a lei anche e se magari vieni a conoscerla la rovina anche a te! Non se sa mai...
Un congiuntivo in più e venivi bollato per sempre come finocchio.
Prof: Vedi un po' che vuole quello strano signore?!
Tommaso: Oh... finalmente... ma dov'è che si entra in questa scuola?
Prof: Di solito dal portone.
Tommaso: Appunto, è chiuso! Sono solo le 8:30 e meno fossimo all'accademia navale!
Prof: Veramente sono le 9 meno 20...
Tommaso: Ah, sà che è successo... sò venuto in motorino e non mi son accorto che son venuto in ciabatte, sò venuto tornà a casa per mettermi questi...
Prof: Scusi lei chi è?
Tommaso: Tommaso Paladini signora, questa è la 5^A vero? Che faccio entro?! Entro eh. Oh... sedia comoda, vista pineta, io sono apposto per me potete anche continuare.
Prof: Io non so dove lei abbia preso queste strane maniere...
Tommaso: Ha ragione... ma sà vengo dal classico, ormai un postaccio!
Prof: Ecco... allora veda di darsi una regolata.
Tommaso: Son qui apposta, mi sento già un altro.
L'uomo è l'unico animale che sa arrossire... lo dovrebbe fare più spesso.