- Holmes: Ho un ultimo quesito per lei, sir Thomas. - Thomas: E quale sarebbe? - Holmes: Se tutta la sua famiglia è morta, lei quanto spera di sopravvivere?
Quando ami una persona ti rendi più vulnerabile alla sofferenza. È la triste verità: può spezzarti il cuore o tu puoi spezzare il suo e rimpiangerlo per il resto della vita... Sono questi i rischi.
- Sei cotta di me. - Non sono cotta di te. Sono Dona. - Non capisco, spiegami. - Potrei fare la stessa cosa anche con Bertha. - Allora vuol dire che hai una cotta anche per Bertha. - Uhm, e se fosse vero? - Facciamo qualcosa a tre? - Credimi: Se fossi così fortunato da avermi, non vorresti condividermi.
- Prigioniero: Ho una richiesta, devo vedere una persona, Sherlock Holmes... - Prigioniero: Signor Holmes, deve aprire gli occhi, lei sottovaluta la gravità di quello che sta per accadere, domani a mezzogiorno il mondo che conosce svanirà... - Holmes: Bhe! Allora non c'è tempo da perdere....
- Holmes: Non si era mai lamentato dei miei metodi... - Watson: Non mi sto lamentando. - Holmes: Ah davvero? E come lo chiami? - Watson: Di cosa mi lamento? Non mi lamento mai, mi lamento quando lei si esercita con il violini fino alle tre 3 di notte? Del suo caos? Della sua scarsa igiene o del fatto che mi ruba i vestiti!
- Poliziotto: La fede travolge la ragione, signore. - Holmes: Esatto e le cameriere un tempo erano così liberali. - Poliziotto: Mia moglie è cameriera. Comunque è una fortuna che si sai offesa o non l'avremmo mai trovata. Scherzavo prima su mia moglie.