Estella, tu lo sai che ti amo, ti ho amato dalla prima volta che ti ho visto. Scioccamente avevo sperato che la signorina Havisham ci avesse destinato uno all'altra. Evidentemente era un'idea assurda.
Tu sei in ogni mio pensiero, sei parte della mia esistenza, sei parte di me. Te l'ho detto sei in ogni mio pensiero, in ogni riga che abbiamo mai letto dalla prima volta in cui venni qui.
Tu sei nel fiume, sei nelle vele delle navi, sei nel mare, nelle nuvole, nelle pietre di Londra. Fino alle ultime ore della mia vita tu rimarrai in me, parte di quel poco che c'è di buono e parte del male, anche se io ti assocerò sempre al bene.
Ho un cuore cui si può sparare o trafiggere e, se smettesse di battere, io smetterei di vivere. Ma non c'è alcuna tenerezza né compassione né sentimento... non so cosa siano, sono stata educata così.
Questi sono sentimenti, emozioni che io sono incapace di comprendere. Quando dici che mi ami, la mia ragione comprende il significato delle parole, ma non sento niente... qui.
Io sono quello che tu hai fatto di me, tu sei mia madre e non ho mai visto il tuo volto alla luce del sole. Sin da quando sono bambina, mi hai insegnato a sfuggire alla luce del sole che aveva fatto avvizzire te e altrettanto avrebbe fatto a me.