Post inseriti da Giorgio Baiardi

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Scritto da: Giorgio Baiardi
Se io non fossi così misterioso per te, dimenticherei quanto è inspiegabile il rappresentare un mistero per chi vorrebbe essere invece, una combinazione istintiva e naturale fatta di emozioni e cuore. Se io non fossi così certo di stare qui a parlarti di una realtà così tanto sognata, non sarei fuggito da una realtà così tanto reale. E tutto, prima o poi, sarà compreso da te senza i pregiudizi che ora ti accompagnano. L'amore ha molti poteri, che spesso apprezziamo quando il tempo è scaduto. Voglio che tu sappia che vivere di te, non è soltanto un sogno ma l'unica ragione per essere felice. L'amore ha molti poteri. Se posso far volare un bacio fino a te, posso pure farti sapere senza dire.
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    Scritto da: Giorgio Baiardi
    Guardo l'alba dinanzi a me, con i ricordi della notte appena passata. Per scoprire che nulla è ancora passato. Per scoprire quale senso posso dare al tempo, il quale non ha mai avuto la determinazione della pochezza con cui ha riempito i passi della mia vita. Ho pregato molto, nel silenzio di angoli bui mentre cercavo di trovare la carta giusta in un mazzo che non ha mai dato la speranza di vincere. Come un conosciuto dolore che ha indebolito il mio cuore. Come una brezza che non ha mai asciugato le mie lacrime. E dentro rimane un inverno rigido, con il quale combattere. Ma se dovessi ricordare, il mio amore saprebbe in quale cuore vorrebbe riscaldarsi. La mia vita sta passando. Il mio essere se ne va. Con tutto l'amore che non ho vissuto. Che avrei voluto per te. Guardo il cielo che lentamente si è colorato di azzurro e riprendo a scrivere con le parole a me più consuete. Dove andrò, senza più i sorrisi e gli abbracci, tuoi. Se tu potessi vedere il mio cielo con me, ti accorgeresti di essere la stella più bella. Forse dobbiamo incominciare di nuovo a sognare, per allontanarci dal mondo, o forse solo aspettare che si possano calmare le delusioni dentro te. Quanta vita se ne è andata. Ma in questa sera, così dolce che la vita è tutta qui, cercherò di capire se il tuo cielo è vicino al mio, a qualche occhiata dal cuore.
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      Scritto da: Giorgio Baiardi
      Mi sedetti su quella panchina in mezzo al verde, come se la stanchezza fosse parte di me. Come se quel periodo, ormai del passato, gravasse ancora pesantemente sulla mia malinconica felicità. Sapevo che non avrei dimenticato mai quella parte di me che aveva voluto andarsene da quel distacco così doloroso. Forse in quel momento avrei voluto ancora prolungarlo, ben sapendo che la fine di ogni cosa rivela un grande segreto. Quello di vedere in modo chiaro quanto la solitudine si sarebbe impadronita del mio cuore. Non avevo più quel sorriso che ora, disegnerebbe rughe profonde sul mio volto e non sentivo più tutta quell'importanza che quell'attimo aveva lasciato dentro me per molto e molto tempo. Avevo solo il ricordo di me con quel sorriso triste, che aveva solo un'immagine di facciata nel constatare che dopo tutti i sogni, avrei dovuto affrontare la realtà. Era passato tanto tempo, che il tempo mi aveva fatto comprendere quanto i prati intorno a me avessero il significato unico di vedermi correre felice, nonostante correre non avrei potuto più. Correre, correre e correre. Perché le cose che non si hanno più hanno un valore diverso. Per tutto l'amore che ho dato e che ho ricevuto, ho sempre voluto cose estreme. Ma amo le cose estreme quando valgono... e sono così banali quando non valgono.
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        Scritto da: Giorgio Baiardi
        Mi sedetti su quella panchina in mezzo al verde, come se la stanchezza fosse parte di me. Come se quel periodo, ormai del passato, gravasse ancora pesantemente sulla mia malinconica felicità. Sapevo che non avrei dimenticato mai quella parte di me che aveva voluto andarsene da quel distacco così doloroso. Forse in quel momento avrei voluto ancora prolungarlo, ben sapendo che la fine di ogni cosa rivela un grande segreto. Quello di vedere in modo chiaro quanto la solitudine si sarebbe impadronita del mio cuore. Non avevo più quel sorriso che ora, disegnerebbe rughe profonde sul mio volto e non sentivo più tutta quell'importanza che quell'attimo aveva lasciato dentro me per molto e molto tempo. Avevo solo il ricordo di me con quel sorriso triste, che aveva solo un'immagine di facciata nel constatare che dopo tutti i sogni, avrei dovuto affrontare la realtà. Era passato tanto tempo, che il tempo mi aveva fatto comprendere quanto i prati intorno a me avessero il significato unico di vedermi correre felice, nonostante correre non avrei potuto più. Correre, correre e correre. Perché le cose che non si hanno più hanno un valore diverso. Per tutto l'amore che ho dato e che ho ricevuto, ho sempre voluto cose estreme. Ma amo le cose estreme quando valgono... e sono così banali quando non valgono...
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          Scritto da: Giorgio Baiardi
          Essere felici nel vero senso della parola, ha un sapore di vittoria e quel giorno avevo la sensazione che vincere non fosse sempre facile. Come se tutte le difficoltà della mia vita si fossero accentrate in quel momento. Negli occhi spesso si nascondono molti mondi nei quali abbiamo vissuto, pezzi di vita ai quali dobbiamo rendere merito, cieli nei quali ci siamo perduti, mari nei quali siamo affogati. Non solo, ma con molti "ormai" diventati tali con la domanda del perché un ormai diventa un ormai. Forse perché l'amore è soltanto uno, tra le così tante combinazioni che avvengono tra le persone. E la scelta, in fondo è soltanto un'idea sulla quale abbiamo rifuso le nostre speranze su di un amore grande e tanto possibile. Senza che questa idea possa essere imposta, ma solo suggerita dal cuore. Stavo lasciando, su quel selciato sulla quale stavo camminando per raggiungerti, le tante speranze accumulate nel passato per camminare su migliaia di fogli bianchi da scrivere in questo nostro presente così tanto voluto. Tu eri seduta nel nostro caffè, con l'aria di chi ha passato tempi migliori e il primo pensiero che mi venne in mente fu quello che non avessi avuto il mio stesso passo. Ti amavo a tal punto che il vederti così triste non me lo faceva sopportare. L'amore non è mai quello che ci immaginiamo e conquistarlo fa venire la voglia di riscrivere la nostra vita. Ma anche di rinunciare alla felicità se questa non è una felicità condivisa. Mi sedetti vicino a te come un piccolo uomo si avvicina ad un pianeta inavvicinabile. Con la paura che le nostre diversità ci avessero ancora una volta allontanati. Ma tu silente e bella come non mai, mi sorridesti ed i tuoi occhi si ingrandirono pieni di quell'amore che sapevo riconoscere. Ed io mi persi in quel cielo, affogai in quel mare. I tuoi occhi, un paradiso immaginario. Molto reale.
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            Scritto da: Giorgio Baiardi
            Forse dovrei dirle quanto è così presente dentro me, nei giorni in cui l'assenza riempie la mente e svuota il cuore. Dirle all'improvviso, quanto il suo sorriso è così importante per le mie inquietudini. Quanto è divertente stare con lei anche quando è arrabbiata. E di come vorrei raggiungerla ovunque, quando il recuperare qualcosa di noi appartiene all'attesa che non ha fine. Forse dovrei dirle quanto vorrei vestirla del mio amore e dei miei sogni, come un'aura intorno alla sua immagine. Quanto desidero la sua anima, più del suo corpo e quanto la voglio come si vuole un evento straordinario. Quanto i miei occhi la vedono come una stella e quanto io voglia sempre stringerla con la passione di una lucentezza che non si può raggiungere mai. Forse dovrei dirle quanto, io voglia solo amarla.
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              Scritto da: Giorgio Baiardi
              Per quanto io voglia raccontarmi quanto sei stata così poco importante, la voce che risponde mi dice che se l'amore avesse potuto sognare, sarebbe stata l'essenza ideata da un'entità superiore. Ed è così il pensarti, quasi irreale, come il ricordo di una sera in cui ti dicevo che ti avrei voluta fare ballare in mezzo ai tavolini di un bar affollato. Chissà perché ho sempre immaginato di vederti ballare. Forse era per vedere da lontano il tuo corpo muoversi e desiderarlo come qualcosa di irraggiungibile. E se chiudo gli occhi, ti innalzi sulle punte come una ballerina delle più ricercate. Danzando sulla mia musica, ecco la tua anima che si incontra con la mia e vederti muovere, ballare per me ha dentro, l'eccelso orgoglio di essere tuo. Tu giri e rigiri su di te con movenze sensuali e nulla sembra quello che è intorno. Non smetterei mai di guardarti, non fermerei mai la musica o quel meccanismo che ti permette di muoverti per me. Perché non hai mai ballato per me, rimanendo al buio nei miei ricordi ed io ti ho chiusa in un carillon. La mia ballerina in attesa che io apra la scatola, che la musica possa quindi ripartire e tu riprendere la danza. La mia ballerina. Ora mia, solo mia.
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