Scritto da: Francesco Cau
Aria d'inverno
Meraviglia questo tempo
poiché infervorati
da un leggero venticello
che ci filtra dentro.
Per i pittori incantevoli,
sensazioni di grigiori
senza colori.
Dove dall'indole,
giunge gradito
una pennellata mai tradita.
Nuvole abbellite dal bianco manto,
poiché volano senza meta,
portando via l'ultima festa
nascondendo l'ultima cometa.
E con l'abituale brusio
ci elargisce esibizioni
melodiose assai gradite
dalleimmagini di una volpina
infreddolita,
dalla brezza... marina.
Aspettando con tristezza
i giorni della merla.
Francesco Cau
Poeta Dislessico
Diritti riservati.
Composto domenica 13 marzo 2022
Vota il post: Commenta
    Scritto da: Francesco Cau
    L'autoritratto

    Mentre dipingo
    mi guardo allo specchio
    mi vedo cambiato,
    invecchiato, di parecchio.
    Col viso colorato
    guardo la realtà dei fatti
    forse ero un altro,
    ora un viso triste da pagliaccio,
    dove scorre la vita nel pennello,
    mi sento uno straccio.
    Colorato come buffone da circo
    per far contento un Re mio amico.
    Ora sono triste
    ma fui eroe per caso
    così vuole la storia,
    strappando un sorriso,
    per un po' di gloria.
    Quindi il cerchio si stringe
    con i colori del bianco,
    rosso e nero la roulotte
    si ferma sul diciassette
    così il mio pubblico si compromette.
    Finalmente sento uno scroscio
    d'applausi, perché
    facendo finta che mi capisce
    anche un bimbo plaudisce.
    Francesco Cau.
    Composto venerdì 12 agosto 2022
    Vota il post: Commenta
      Scritto da: Francesco Cau
      Breve descrizione: In ricordo di un ritrovamento nel sito di Tuvixeddu

      Tomba degli innamorati.

      Sotto la coltre di terra

      tra aghi di pino

      si celava una tomba.

      Amanti li da tremila anni

      nascosti li senza inganni

      In compagnia di ratti e topi

      ritrovati a Tuvixeddu

      nei giorni nostri.

      Monteclaro testimonia

      solo lui sa la sua storia,

      di due scheletri di innamorati

      da tempo li conservati.

      In un abbraccio eterno

      affettuosamente interrotto

      da chi scavò li sotto.

      Volle il fato del loro amore

      che sembrava che fossero

      li in un eterno abbandono,

      come la luna che nel mare

      a sera lentamente si perde

      nell'infinito.

      Lei tra i capelli un cuscino di rose,

      divennero spine,

      perché nessuno un fiore pose.

      Un amore peccatore

      che di lei fanciulla prese il cuore.

      Dove i due cuori si affidavano

      alla quiete.

      O destino a chi fu così crudele

      che tramutò l'amore

      riducendolo in morte

      mentre la luna incerta appariva

      il cuore amaro soffriva.

      Nessuno mai al cospetto

      potrà fermare il loro eterno abbandono

      nelle lune e soli che danzano

      in questa bella ma pur triste vita

      immaginando futuri lontani

      per ricordare la loro dipartita.

      Scritta a quattro mani

      Francesco Cau.
      Composto lunedì 19 febbraio 2018
      Vota il post: Commenta
        Scritto da: Francesco Cau
        Treccine d'oro

        Ti vedo per la prima volta
        Bionda oro, dolce,
        e di soave aspetto,
        ma di scherzar col fuoco
        ebbi l'ardire.
        Nello scrivere una poesia
        e gira, e gira

        Durante l'attesa... dal medico
        Di famiglia.
        Suoi capelli sembravano d'oro.
        Mi ricordano il campo di grano
        dove alla mia sposa
        chiesi la sua mano,
        dove i miei occhi si posarono.
        Mentre vedo in lei
        i suoi occhi verdi,
        come due drappeggi di un teatro
        io oggi certo con lei
        non mi sono mica distratto.
        Ma la vedo triste
        dissi non ti crucciare
        vedrai che non c'è nessun male.
        Sei bella come il sole
        Tu avrai un grande amore.
        Ma ora non prenderla a male
        per te potrei essere un nonno speciale.
        Se ora per questa mia rima
        Con sorriso mi fai contento
        Felice più di prima.
        Ti auguro
        tante primavere
        dette da me sincere

        Francesco Cau
        Poeta dislessico.
        Composto mercoledì 21 marzo 2018
        Vota il post: Commenta