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Scritta da: Giuseppe Freda
Nel grande mistero della vita, il trascorrere del tempo rende dolore e gioia ciascuno frutto e radice dell'altro.
Composta martedì 25 ottobre 2011

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    Info

    Scritta da: Giuseppe Freda
    Dedica:
    In memoria di Ignazio.

    Commenti


    16
    postato da , il
    Grazie, Dario. : )
    15
    postato da , il
    Grazie, odiosa. E' sicuramente sofferta e sincera.
    14
    postato da , il
    non mi sono sentita di leggere tutti i commenti  (oggi  sono un po' pigra) ....comunque  trovo questa frase bellissima
    13
    postato da , il
    Tina: siamo protagonisti di miliardi di storie diverse che, qualunque ne sia la trama, hanno sempre la stessa conclusione. E' pazzesco che nel venire alla luce e nel vivere di uomini, animali e di tutto ciò che è vivente vi sia tanta fantasia, e poi...
    C'è qualcosa che non quadra. Secondo me siamo semplicemente crisalidi che con la m0rte si mutano in farfalle. Il bello deve ancora venire, ma...
    resta sempre il dubbio sul dove, sul quando, sul come, sul perché, con chi, per chi, e sulle sorti di chi ci lascia. Soprattutto se si tratta di un dolcissimo innocente cagnolino, infinitamente migliore di tanti "esseri umani", che tutto si aspettava dalla vita, tranne che questo. E che tonache inflessibili assicurano privo di anima e di qualsiasi dignità. Mi auguro che se lo trovino un giorno davanti, per esserne giudicate.
    12
    postato da , il
    Raccontando così...sottovoce...

    Il Distruttore, figlio del dio Sole, si mise in cerca un giorno di quattro streghe, perché voleva uc/ciderle.
    La prima che incontrò tremava e si torceva al suo cospetto, però non di paura. Freddo era il suo nome.
    "Se tu mi uc/cidi" disse "il caldo regnerà e il grano non potrà crescere senz'acqua che lo bagni."
    Il Distruttore disse: "Vecchia hai ragione, io non ti uc/ciderò".
    Fame era la seconda, ella così parlò:
    "Se tu mi uc/cidi il cibo verrà a noia alla tua gente".
    Ed egli disse:
    "E vero, la gioia di ogni festa sparirebbe con te. Io non ti uc/ciderò".
    La terza era Povertà.
    "Uc/cidimi" ella disse sono così infelice! Però sappi che m0rta io mai più i vestiti potranno consumarsi e la tua gente non avrà più il sapore delle cose nuove
    .Ed egli disse: "È vero, la mia gente gode degli abiti nuovi. Non ti uc/ciderò".
    L'ultima strega, la più vecchia e curva, disse:
    "Se tu mi uc/cidi, la Gente non m0rirà mai più, né nuovi bambini nasceranno, al mondo sarà un popolo di vecchi.
    Lasciami andare e la Gente crescerà, giovani forti prenderanno il posto dei vecchi che prenderò per mano.
    Sono la M0rte, amica non compresa della Gente."
    "Nemmeno te posso uc/cidere" concluse il Distruttore.

    È così che M0rte, Mis/eria, Fame e Freddo, vivono tra di noi.
    Il figlio del Sole, tornato dal suo viaggio, spiegò a tutti quanto aveva appreso dal suo viaggio...


    Nulla nel creato è senza un senso...ogni cosa...
    anche quella che può sembrare più inutile o avversa...
    ha un senso nell immenso disegno...

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