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Scritta da: Gestalt
Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.

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    Scritta da: Gestalt
    È stata frase del giorno
    mercoledì 25 gennaio 2012

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    postato da , il
    mi servirebbe la traduzione di questa frase in tibetano...come posso averla oppure in che sito posso andare a cercarla???
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    postato da , il
    Nel commento #24 avrei dovuto scrivere: è relativo ad osservazioni ... chiedo venia, ho sbagliato!
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    postato da , il
    Caro Vincenzo, ti leggo un pò in ritardo. Concordo con quasi tutto ciò che hai detto. E concorderei di più se la frase dicesse il presente. La frase dice: oggi!

    Ed in effetti è sicuramente innegabile che ieri non puoi fare più nulla, e che domani farai. Oggi fai! E fai anche perché il tuo percorso continui nel domani.

    Cosa diversa dall'affermare che non ci sia divenire. E che quindi non bisogna programmare un domani o non bisogna pensare. Io oggi faccio e facendo posso pensare e studiare oltre che sgobbare e rompermi le reni.

    Il mio pensiero è simile a dire che l'attimo è il punto di congiunzione tra il passato ed il futuro ed il presente, in quanto punto, non esiste, non è tangibile se non per quell'attimo troppo fugace per essere percepito ...

    Ciao!
    17
    postato da , il
    Che la teoria di Einstein sia superata dall'eventualità che i neutrini corrano più veloce della luce non è proprio cosa corretta ... Anche perchè ciò che Einstein trae e relativo ad osservazioni effettuate tramite l'uso della luce (o di onde elettromagnetiche) stessa. Caso mai vorrà dire che in un Universo osservabile usando i neutrini potrebbe essere sufficiente cambiare il valore di c. Ma ciò esula completamente dal discorso.
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    postato da , il
    Vincenzo, ammetto di non essere un esperto del creato come te a parità d'anni, tuttavia ho un pensiero che vorrei esprimere. Io sono dell'opinione che nella vita non bisogna affidarsi ciecamente ad un solo maestro, ma bensì ascoltare più d'un parere e poi trovare il più affine a se stessi. Hai citato personalità importanti nei tuoi commenti che probabilmente hanno scritto la storia dello sviluppo del pensiero umano, tuttavia anche loro, mi permetto di dire, hanno conosciuto i propri limiti. Tanto per farti un esempio, hai citato Eraclito l'uomo dall'arché infuocato, maestro del divenire, basterebbe spostarsi di qualche anno più in là con Parmenide che il divenire viene totalmente annulato e si presente "l'essere" sotto tutte le sue forme. Hai citato Einstein, un genio, il maestro della relitività, ma basta spostarsi ai tempi nostri che la sua teoria viene totalmente annullata con la nuova scoperta dei neutrini. Questo ovviamente non è per sminuire nessuno, tuttavia è semplicemente per far capire che di grandi cervelli la storia ne è piena, ma probabilmente non esiste un modo di avere un concetto di una cosa che sia più giusto o più sbagliato di un altro, altrimenti ci troveremo tutti dalla stessa parte.
    Io personalmente non sono un religioso, ma dubito che il Dalai Lama con questa frase avesse voluto occultare il pensiero di un intero popolo, bensì la vedo come un'incitazione nel fare qualcosa, non necessariamente dal punto di vista spirituale ma anche materiale, come se volesse suggerirci che il tempo che abbiamo a disposizione è durevole ma non infinito.

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