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Scritta da: comfortably numb
Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?
Composta martedì 26 gennaio 2010

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    Scritta da: comfortably numb

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    postato da , il
    Frase equivoca e di una pochezza unica. Il sapere  come le idee, non  ha consistenza. Così pure i numeri che esprimono il taglio della moneta. Entrambi, per avere espressione di sè devono essere materializzati. Il primo nella carta attraverso i libri. I secondi coniando moneta (nel metallo, come sottointeso dall'autore). Ed è qui la pochezza: far credere la loro mutabilità in base al modo in cui hanno trovato espressione (diremmo oggi, in base al supporto di stampa). Esiste sì una differenza di mutabilità tra sapere e numero, ma è indipendente dal "supporto di stampa". Il primo cangia nel tempo con l'evoluzione dell'uomo, mentre il secondo, è struttura immutabile, assioma con cui costruire possibili teoremi (questi sì, i teoremi, tavolta mutabili).
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    postato da , il
    Scusate ma in che parte del libro si trova?
    1
    postato da , il
    Bellissima affermazione tuttavia collocabile in un ambito storicistico.
    Oggi il sapere non teme più lo sbriciolamento della pagina ma la mancanza della luce.
    Auguri di Buon Anno al prestigioso ed ineguagliabile Professore di tanta varia umanità.

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