Non è una colpa provare emozioni e neanche manifestare le emozioni è una colpa e non è una colpa abbracciare le emozioni. L'emozione non si decide ma arriva e non si sceglie l'emozione. Entra dentro e permane. È grande come questo cuore, intensa come l'amore.
I pensieri si accumulano, divenendo quanto le preoccupazioni, ed è come se non riuscissimo a governarli; vorremmo fare miliardi di cose contemporaneamente e sembra non poter riuscire. Eppure, non è così; questa è dedizione scrupolosa, è amore per se stessi, è voglia di far bene e riuscire. Questa è diligenza.
Prova - un istante - a chiudere gli occhi. Cosa vedi? Non solo il buio ma scorgi, anche, una strana luce o delle luci, vero? Ecco! Oltre il nero degli occhi chiusi c'è un orizzonte luminoso che pulsa.
Rimanere in grembo abbracciati a se stessi; la placenta che protegge, aderendo più di ogni altra pelle, il liquido amniotico che culla e il cordone ombelicale che alimenta senza nulla pretendere. Fluttuare nel muto ventre mentre il cuoricino, gli occhietti, le manine e i piedini si conoscono e le orecchie ne accompagnano la parola. Sommersi nel bene più bene che ci sia. La vita così com'è. Senza se e senza ma.
Sentivo la necessità di scrivere per rendere l'eternità del momento. Volevo fermare il tempo. Poche volte ho scritto "ti voglio bene" perché è in quelle poche volte che ho colto i palpiti autentici.