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Aforismi di Alexandre Dumas

Scrittore e drammaturgo, nato sabato 24 luglio 1802 a Villers-Cotterêts (Francia), morto lunedì 5 dicembre 1870 a Senna Marittima (Francia)
Questo autore lo trovi anche in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

"Andate" disse lentamente il conte "andate, amico caro... ma di grazia, se trovaste qualche ostacolo, ricordatevi che ho del potere in questa società e che sono felice d'impegnare questo potere a profitto delle persone che amo, io vi amo moltissimo, Morrel..."
"grazie" disse il giovane "me ne ricorderò come i bambini egoisti si ricordano dei genitori quando ne hanno bisogno. Quando avrò bisogno di voi, e forse questo momento verrà, verrò da voi, conte."
Alexandre Dumas
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    Mio padre, signore, vedeva in quest'azione un miracolo. Mio padre credeva ad un benefattore uscito per noi dalla tomba. Oh qual commovente sentimento, signore, era questo... e mentre io stesso non ci credevo, ero ben lontano dal voler distruggere questa fede nel suo nobile cuore! Così quante volte ci pensava, pronunciando a bassa voce un nome, nome di un amico molto caro, il nome di una amico perduto! E quando fu vicino a morte, quando l'approssimarsi dell'eternità ebbe dato al suo spirito qualche cosa della chiaroveggenza della tomba, questo pensiero, che fino ad allora non era che un dubbio, divenne convinzione, e le ultime parole che pronunziò morendo furono queste: "Massimiliano, egli era Edmondo Dantes!"
    Alexandre Dumas
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      Scritta da: Marianna Mansueto
      Mai. Mai, lo giuro dinanzi a Dio che ci vede e ci ascolta nella solennità di questa notte, mai la mia spada toccherà le vostre, mai il mio occhio avrà per voi uno sguardo d'ira, mai il mio cuore un palpito d'odio. Noi vivemmo insieme, insieme odiammo, insieme amammo; spargemmo e confondemmo insieme il nostro sangue, e forse, aggiungerei ancora, fra noi c'è un legame più potente di quello dell'amicizia: cioè il patto del delitto poiché tutti e quattro abbiamo condannato, giudicato, giustiziato una creatura umana che non avevamo probabilmente il diritto di togliere da questo mondo, per quanto, piuttosto che a questo mondo, sembrasse appartenere all'inferno. D'Artagnan, io vi ho sempre amato come un figlio; Porthos, per dieci anni dormimmo uno a fianco dell'altro, Aramis è vostro fratello come mio, giacché vi ha amati come io vi amo ancora, come vi amerò sempre. Che cosa può essere il Cardinale Mazzarino per noi, che sapemmo forzare la mano e il cuore di un uomo come Richelieu?
      Che cos'è questo o quel principe per noi che consolidammo la corona sul capo a una regina?
      Alexandre Dumas
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        "Come! Non è il signor d'Artagnan?" Esclamò il commissario.
        "Nemmeno per sogno!" Rispose Bonacieux
        "come si chiama questo signore?"
        "Non posso dirvelo. Non lo conosco"
        "Come! Non lo conoscete?"
        "No"
        "non l'avete mai visto?"
        "Si che l'ho visto, ma non so come si chiami".
        "Il vostro nome?" Chiese il commissario ad Athos.
        "Athos" rispose il moschettiere.
        "Ma non è il nome di un uomo questo, è il nome di una montagna!" Esclamò il povero funzionario che cominciava a perder la testa.
        "È il mio nome" disse tranquillamente Athos.
        "Voi siete il signor d'Artagnan".
        "Io?"
        "Si, voi"
        "non è esatto. Hanno detto a me: Voi siete il signor d'Artagnan. Io ho risposto:" Credete? ". Le guardie hanno strillato che ne erano certe e io non ho voluto contrariarle. D'altronde avrei potuto ingannarmi".
        Alexandre Dumas
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