Scritta da: Erika Moon
in Frasi & Aforismi (Amore)
È solo uno stupido orgoglio, smettila di far finta di non sapere quanto ti voglio. Se io so lo stesso di te, è impossibile che tu non sappia nulla di me. Io ti amo.
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È solo uno stupido orgoglio, smettila di far finta di non sapere quanto ti voglio. Se io so lo stesso di te, è impossibile che tu non sappia nulla di me. Io ti amo.
Quando ti stai per arrabbiare, stai per urlare, vorresti distruggere qualcosa e magari qualcuno, fermati! Questo è amore: solo con la quiete puoi assaggiarne la forza.
Io voglio piantare semi nel giardino dell'amore per guardare un giorno quante belle sono le mie piante e per ricordarmi con una lacrima di commozione delle sofferenze del mio lavoro da "giardiniera", fiera di aver voluto essere migliore.
Incomprensibile eppure magnetico,
illeggibile ma a tratti così limpido da non lasciar dubbi,
non emette un suono,
tuttavia avverti la sua presenza, il suo esser sempre lì con te,
giocando con i perché e i chissà,
con un bacio e uno spintone.
Incomprensibile, illeggibile, muto per tutti tranne che per me.
Ti sento, anche se non vuoi.
L'amore sedato da un tempo che non è capace di farlo,
la dose è scarsa e mai sarà efficace,
forse è il rimedio ad essere inadatto.
La lacrima è l'esplosione dei sentimenti, un'esplosione così forte che il corpo non riesce a trattenere dentro di sé!
La felicità che sentii mentre sedeva accanto a me non aveva precedenti. Per quanto mi divertisse l'amore e la compagnia della mia famiglia, nonostante i vari divertimenti e distrazioni che il mondo aveva da offrire, non ero mai stato così felice. Anche sapendo che era sbagliato, che non sarebbe potuto finire bene, non riuscivo a trattenere a lungo un sorriso dal mio volto.
Avrebbe mai smesso di emozionarmi, il fatto che ero l'unico a cui lei acconsentiva? Ne dubitai.
Girai attorno la macchina come un fulmine, eccitato di raggiungerla. Non mostrò nessun segno di shock alla mia improvvisa riapparizione.
Lei mi guardò, sussultando di nuovo mentre sembrò che mi materializzassi attraverso la nebbia. E poi la sorpresa dei suoi occhi si trasformò in qualcos'altro, e non fui più spaventato, o speranzoso, che i suoi sentimenti nei miei confronti nel corso della notte fossero cambiati. Calore, meraviglia, fascino, nuotarono nei suoi occhi di cioccolato fuso.
E io non avevo angeli. Erano riservati ai buoni – alle persone come Bella. Ma dov'era stato il suo angelo fino ad ora? Chi stava vegliando su di lei?
Risi silenziosamente, sorpreso, mentre realizzavo che, proprio adesso, stavo ricoprendo io quel ruolo.
Un angelo vampiro, c'era uno strappo alla regola.
Dopo una mezz'ora circa, Bella allentò la tensione dalla posizione in cui si era addormentata. Il suo respiro divenne più profondo e iniziò a mormorare nel sonno. Sorrisi, soddisfatto. Era una piccola cosa, ma almeno stanotte avrebbe dormito più comoda perché io ero lì.
"Edward," sospirò, sorridendo.
Per il momento misi da parte la tragedia, e mi permisi di essere di nuovo felice.
Ma, diversamente dalla maggior parte delle notti, era appallottolata con le coperte tirate fino alle spalle. Per il freddo, immaginai. Prima che potessi sedermi nella solita sedia a dondolo, rabbrividì nel sonno, e le sue labbra tremarono.
Per un breve istante rimasi a pensare, poi uscii silenziosamente nell'ingresso, in esplorazione delle altri parti della sua casa, per la prima volta.
[...]
Là, sulla cima delle scale, c'era un armadio dall'aria promettente. Lo aprii speranzoso, e trovai quello che stavo cerando. Scelsi la coperta più pesante dal piccolo armadio di biancheria, e la portai nella sua stanza. L'avrei rimessa a posto prima che si svegliasse, e nessuno sarebbe stato più saggio.
Trattenendo il respiro, distesi la coperta sopra di lei; non reagì all'aggiunta di peso. Tornai alla sedia a dondolo.