Scritto da: Maria De Benedictis

Racconto scomodo: Anna e il mostro


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...sorella e lo ha fatto, fino ad un certo punto...
Un giorno eravamo a tavola e mentre mamma e zia preparavano i piatti, lui ha preso mia sorella sulle gambe.
"Vieni dallo zio!" aveva detto...
Era di fronte a me e, con un sogghigno, accarezzava le gambe di mia sorella e la faceva saltellare su e giù.
Lei non poteva capire, ha solo undici anni!
Ho cercato disperatamente gli occhi di mia madre, ma lei non si accorgeva di niente.
Ma come puoi non accorgerti di niente, mamma!
La zia guardava la scenetta e sorrideva divertita.
Poi lui mi ha strizzato l'occhio; io avevo capito la lezione: devo stare zitta!
Tanto lui saprebbe difendersi, è troppo furbo per me!
Ha finito...
Prende i fazzoletti dal cruscotto.
Comincio a rivestirmi in silenzio.
Lui sorride ancora soddisfatto...
Non piango più.
Non serve a niente, le lacrime non bastano per ripulirmi da questo sudiciume.
Cerco di contenermi, ho imparato a soffocare le emozioni per cercare di non sporcare la mia anima con pensieri cattivi...
Io sto in mezzo tra quello che ho fuori e quello che ho dentro.
Sono due in una che insieme non bastano per farmi una persona intera.
Ragazzina comune e donna abusata... insieme!
Ma ... [segue »]

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    Info

    Scritto da: Maria De Benedictis
    Riferimento:
    Denuncia contro la pedofilia il veleno degli uomini.
    Dedica:
    A tutte le bambine violate.

    Commenti


    15
    postato da , il
    Grazie, ma è per essere più autocritica e riflessiva...naturalmente non mi lascerò condizionare più di tanto...
    Avete tutti ragione sul fatto di approfondire alcuni punti, ma il mio intento era proprio colpire dritto senza perdersi in dettagli, fare sentire tutto il dolore presto e forte, senza pensare, ma arrivando al dunque, al fulcro, senza indugio ,senza giustificazione...:)
    14
    postato da , il
    Ho finito di leggere (per questioni di tempo - mio - l'ho diviso in due volte),
    anche io penso che vista la crudezza del racconto, qualche riflessione che lo spezzasse che so: il ricordo dello zio prima più ampliato; il rapporto con la sorella minore...o la fine che dice Anna è il mostro e rende ancora più crudo il racconto.
    D'altronde mi pare di capire che è quello che volevi rendere nel racconto e quello che io dico è rapportato solo al mio tipo di sensibilità verso tale argomento.

    Perché, comunque, decidere dai giudizi se partecipare ai concorsi?
    Ce ne sono di quelli gratuiti, puoi cominciare a provare da quelli...
    Valido sicuramente il racconto lo è...
    13
    postato da , il
    grazie anche a te Mastro.
    12
    postato da , il
    Ho letto il tuo racconto,lo trovo molto crudo così come deve essere questa realtà per chi la subisce .Una realtà troppo spesso poco punita da leggi cieche e sorde.Sicuramente un racconto degno di nota
    11
    postato da , il
    grazie mille.
    è verissimo, il mini racconto è frettoloso, ma scontato...non so!
    io volevo spiegare tramite i pensieri della ragazza, durante un'unica violenza, tutta una serie di effetto causa -conseguenza per cui una ragazzina non riesce a parlare.
    Non volevo assolutamente entrare in tutta la situazione familiare della ragazza o dello zio, com'è cominciata e com'è finita, anche se finita ancora non lo è, ma semplicemente mettere a fuoco la violenza , con tutta la sua crudezza, creare un'insopportabile situazione di imbarazzo e vergogna e far rimanere addosso solo quella!
    a dispetto di chi giustifica i comportamenti maschili come conseguenza di una minigonna o di una scollatura audace, anche se a portarla è una bambina, anche se a maggior ragione è sua nipote!
    Proverò a sviluppare qualcosa di più impegnativo...grazie cmq, la critica mi serve per crescere...

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