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Scritta da: Gianluca Cristadoro

Sgozzati o strozzati?

Stammatina me sentivo 'ntronato come 'na campana
appena c' ha 'ntuzzato cor batacchio
che 'n po' scorato peggio de' n'abbacchio
m'aripenzavo ar sogno e a quella notte strana.

Mo' va ricconto de' quer tale che me venne 'ncontro
e che me disse co' na' vociaccia greve...
"A sor coso... Ve la faccio breve...
Me dovete da' li sordi sinno ve troverete contro

nun solo er qui presente ma puro li briganti,
le guardie der Papa, li burini e lì francesi
che l'urtimi a resiste l'hanno appesi.
Perciò fori l'argento, li scudi e lì brillanti.".

Nel mentre che finiva sta poesia
"n cortello se levo" dalla saccoccia
e co' la punta me striscio' la faccia
co' poco garbo e senza cortesia.

A quer signore tanto riguardoso
Co' 'no strano cilindro pe' capoccia
Je stavo pe' risponne "Suvvia taccia!
Riponga il suo far rude e ardimentoso!".

Ma prima che da bbocca 'scisse 'n fiato,
sentii la lama preme er gargarozzo...
Me risvejai e me feci 'n ber ficozzo
Sbattenno er capoccione mio sudato.

M'arzai de scatto a rinfrescamme er viso
a trova' pace e 'n cerca de 'n soriso.
Girai er caffè dar drento de la tazza
Penzanno... "N'artro po' quello m'ammazza!"

Ma riggiranno l'occhi ar tavolino
Nun vidi della luce la bolletta?
"Du' mila Euri sorte che m'aspetta!".
Cor fegheto già a pezzi dar matino.

Me ribbuttai sur letto appiccicoso
gridanno poi nel sonno "Aho! A Sor coso!
E' mejo dar cortello esse ammazzato
che dalli troppi debbiti strozzato!".

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Traduzione

Stamattina mi sentivo frastornato come una campana
appena scontratasi con il battaglio
mentre, avvertendo un forte scoramento,
ripensavo al sogno fatto in quella notte strana.

Ora vi racconto di quel tale che mi venne incontro
rivolgendosi a me con una voce molto greve:
"Senta... caro signore... ve la faccio breve...
Mi dovete dare i vostri soldi altrimenti vi troverete contro

non solo il sottoscritto ma anche i briganti,
le guardie del Papa, la gente rozza e i francesi.
Sappiate che gli ultimi ad aver opposto resistenza sono stati impiccati.
Perciò datemi argento, monete e brillanti."

Mentre finiva di dire queste parole
estrasse un coltello dalla tasca
passandomene di striscio la punta sul viso,
senza garbo e cortesia.

A quel signore tanto rispettoso della mia persona
e con quello strano cilindro in testa,
stavo per rispondere: "Suvvia taccia!
Riponga il suo far rude e ardimentoso!".

Ma ancor prima che potessi proferire una sola parola
sentii la lama del coltello premere sotto la gola.
Mi risvegliai e mi feci un bel bozzo
sbattendo la testa tutta intrisa di sudore.

Mi alzai di scatto andando a sciacquarmi il viso
in cerca di pace e di un sorriso.
Girai il caffè nella tazza
pensando... "Ancora un po' e quel tale mi avrebbe ucciso"

Ma volgendo lo sguardo verso il tavolino
con mio grande stupore vidi la bolletta della luce.
"Duemila Euro da pagare è quel che mi aspetta!",
con il mio povero fegato già a pezzi dal primo mattino!

Mi ributtai sul letto ormai sgualcito
gridando, nel sonno, "Senta... Signore!
Preferisco essere sgozzato dal vostro coltello
che finire i miei giorni strozzato dai troppi debiti!".
Composta martedì 26 novembre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Insieme

    Ieri sera hai giocato con me,
    col tuo papà.
    Alla maniera che eri solita usare
    da più piccina.

    Era tempo che non lo facevi,
    era tempo che non lo facevamo,
    insieme.

    Sintonie che si avvertono dal profondo.

    Occhi illuminati
    sgravati di quella diffidenza
    che a volte il tuo sguardo rivela.

    E la mia gioia rinasce
    quando ti mostri
    per quello che sei.

    Una bambina.
    In cerca di sé,
    della donna che sarai,
    di una roccia forte e sicura,
    che ti protegga,
    che ti sappia amare,
    che con te navighi
    il fiume delle emozioni.

    Con te, insieme.
    Composta lunedì 18 novembre 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Canto amaro

      Forse in cerca di rime nuove
      delle prediche fuggendo il pulpito
      il disegno di sorte muove
      mentre ascolto dei cuori il palpito.

      Sento d'ansia d'amore il fremito,
      di carezze e sospiri un gemito.

      Nel rumore del tempo vago
      e di lacrime asciugando un lago.

      Anche tu ora a me ti accosti
      ed ascolti il mio dolce canto
      impregnato dell'acre pianto
      del ricordo di come fosti.

      Presto i giorni avranno pace,
      cesseranno le dissonanze
      dei pensieri e delle danze
      del poetar triste e salace.
      Composta lunedì 11 novembre 2013
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Poeti e lacune

        Leggo Saffo e mi fa un baffo.
        Con Catullo mi trastullo.
        Se con Saba tiro all'alba
        di Montale me ne cale.

        Penna poi il lirismo impenna
        mentre la Merini insegna.

        Per non dire poi di Dante
        sommo il verso e virtù tante.

        Di poeti folta schiera
        leggo da mattina a sera.

        Ma riuscire ad imitarli
        non riesce senza tarli
        e lacune risanare
        del mio umile poetare.
        Composta venerdì 25 ottobre 2013
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          Scritta da: Gianluca Cristadoro

          Natale

          Attendere ti fai come una sposa,
          sapendolo il mio cuor sereno aspetta
          prezioso come petali di rosa
          soave come i fiocchi della vetta.

          Pian piano ti avvicini silenzioso
          Il tempo di lasciar per dote amore
          a terre e genti un tepido candore
          magia donando all'animo dubbioso.

          Natale, ti ricordo quelle notti
          ingenue le mie veglie di fanciullo
          che nella fantasia i ricordi cullo
          né il tempo né l'età ha ancor corrotti.

          L'immagine del Babbo col pastrano
          che rosso come il fuoco tutto infiamma
          sentire mi faceva inquieto e strano
          cercando poi conforto dalla mamma.

          Ma la mattina dopo era una festa,
          il cuore palpitante e incuriosito,
          pensieri che frullavan per la testa
          e lo scartar dei doni atteso rito.

          Da allora di natali ho visto andare
          ma poi immancabilmente ritornare
          a rinnovare gioie e fratellanza
          e al mondo intero dare la speranza.
          Composta mercoledì 23 ottobre 2013
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