Scritta da: Gianluca Cristadoro

'Na pupa 'ncocciata

A 'na pupa ‘ncocciata pe’ quer freddo che rodeva
je vorzi di' 'n ber ggiorno che tanto me piaceva,
e che quer muso lungo da la capoccia a tera,
pe' laghi, mari e monti più mejo nun ce n'era.

Pe' gnente io la cagno, ne' ori o lussi arquanti,
perché c’ho drento ar core de desideri tanti,
perché nun posso vive de pianti e de tristezze
nè d'artre pupe affatto guardanno le bellezze.

Alla mia pupa 'nvece je vojo dì 'na cosa:
me piacerebbe tanto de prennete pe' sposa.
Ma er tempo nun è ggiusto, de certo nun conviene
e 'ntanto me consolo volendoje più bene.




Ad una ragazza raffreddata per quel freddo che mordeva
volli dire un bel giorno che tanto mi piaceva,
e che anche cercando per laghi, mari e monti,
non avrei trovato un volto più bello del suo.

Per nulla io la cambierei, né ori, né lussi di alcun genere,
perché dentro il cuore ho tanti desideri,
perché non posso vivere di pianti e di tristezze
né guardando di altre ragazze le bellezze.

Alla mia ragazza invece voglio dire una cosa:
mi piacerebbe tanto di prenderti per sposa.

Ma non è ancora il momento giusto, di certo non conviene
e intanto mi consolo volendole più bene.
Composta sabato 5 settembre 1998
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Il pentametro della speranza

    C'era una pera
    che non voleva
    uscir di sera

    C'era una luna
    che la fortuna
    porta alla gente
    senza far niente

    C'era una cera
    che non voleva
    finire sciolta

    C'era una volta
    di gente molta
    che tutto il giorno
    girava intorno

    a questo mondo
    strano ma in fondo
    che gira ancora
    or come allora.
    Composta martedì 4 febbraio 2014
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      L'ottametro della vita

      Gioco a scacchi con la vita.

      Dura a lungo la partita
      d'un modesto giocatore
      contro chi d'ogni colore
      ne ha già viste ed or m'omaggia
      della sua presenza e saggia
      la mia tempra forte e forgia
      di pensieri e intenti l'orgia.

      Predispongo piani e mosse
      Ne ho già prese di percosse.

      Quella guarda e mi sorride.
      Mille vite d'altri vide.

      E d'un tratto il suo sorriso
      fa una smorfia e muta in riso.
      Pare quasi un burlamacco,
      poi mi fissa ed urla "Scacco!".
      Composta venerdì 17 gennaio 2014
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Finale a scelta

        Ripongo il mio pongo
        nel vaso del Congo.
        Lì ho preso un bel bongo
        suonarlo poi fingo.
        La mucca non mungo,
        mi mangio un buon fungo.
        Con l'ago mi pungo.
        Nel lago mi tuffo,
        di blu trovo un puffo.
        Il resto acqua gialla.
        Mi fa stare a galla.
        Da qui più non esco.
        No, non ci riesco...
        Glu glu, non respiro.
        Mi giro e rigiro.
        Vò sempre più a fondo.
        Bye bye triste mondo.

        Finale A

        In fondo t'ho amato.
        Nel fondo scordato,
        per mesi e per anni,
        Né pene e né affanni.
        Né lodi e memoria
        per chi non ha boria,
        per l'animo puro
        che suona il tamburo,
        che nulla ha mai chiesto.
        Per chi non più mesto
        sul fondo ormai giace.
        Riposi là in pace.

        FInale B

        Ma tutt'ad un tratto
        mi sento sottratto
        da vortice ed onde.
        Mi rialzo e le sponde
        del lago salmastro
        rivedo ed un mostro
        di spalle mi scruta.
        Non ho più la muta.
        Ghignando m'osserva.
        La cosa mi snerva,
        ma adesso è finita
        gli devo la vita.
        Composta giovedì 16 gennaio 2014
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