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Scritta da: Gianluca Cristadoro

Spifferi emotivi

Geometrie sintattiche,
aride e inappuntabili,
efficienti, penetranti.

Piegano alla regola
spifferi emotivi,
li soffocano, ne annichiliscono lo slancio.

Gli fanno cambiare strada,
alla ricerca di un amore perduto,
di una amicizia da ritrovare,
di un pathos creativo,
surreale, senza scopo,
senza ragione.

Solo generoso,
accogliente,
comprensivo.

Emozioni che si sprigionano
incuneandosi
fra le smagliature della memoria,
ravvivandone le storie,
ridonando splendore ad un cielo
che grigio ricopre giorni insensati
da riporre in angoli angusti, asfittici.

Dimenticati.
Composta sabato 12 ottobre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    L'insalata

    Ho preparato un'insalata di parole,
    non eran più tristi, non eran più sole.

    Ho aggiunto una spolverata di pensieri,
    un poco ironici, non troppo seri.

    Di sale non ne ho messo molto,
    ben pochi il sapore avrebbero colto.

    Un filo di speranza e carità umana
    più che una piatto... un toccasana.
    Composta martedì 1 ottobre 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Ricolmo di niente

      Ti avevo tra le braccia,
      ti cingevo la vita.

      Speranza di un crepuscolo,
      tenero e silente,
      di rivedere insieme
      bagliori ricolmi
      delle prime luci del mattino,
      del vagito del nostro bambino.

      Vola, ricordo,
      ai pensieri che dolci
      inviavo,
      a te che amavo.
      Al pensiero che oggi ti stringe
      alle sere che d'oro dipinge
      il tuo sorriso innocente
      per me,
      ricolmo di niente.
      Composta martedì 24 settembre 2013
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Il Tango dell’Orango Frango

        Ho sognato un Orango,
        di nome Frango
        al quale piaceva ballare il Tango.

        Ma non di certo quello Argentino,
        non era poi un gran ballerino
        e non lo ballava con la sua amata,
        ancora quella non s'era lavata,...
        ché rotolata s'era nel fango,
        e non si sentiva di ballar un tango.

        Lo ballava abbracciato a una scopa
        sognando tournée per tutta l'Europa.
        Sognava applausi, lustrini e pajette
        e al casinò giocare a roulette,

        Pensava a una vita con tanto successo
        Piena di lussi e vestiti col gesso.

        Ma il rude guardiano lo risvegliò
        e tutt'a un tratto la scopa sfilò
        dalle sue mani e al posto di quella
        un frutto acerbo e una caramella
        diede in cambio al povero Orango,
        senza più scopa e senza più Tango.

        Ho sognato un Orango
        di nome Frango
        al quale piaceva ballare il Tango,
        ma nella sua gabbia rimase nel fango
        con la sua amata a mangiarsi il suo mango.
        Composta venerdì 20 settembre 2013
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          Scritta da: Gianluca Cristadoro

          Senza perché

          Incedo ondivago, senza certa meta...
          A lungo mi soffermo
          dinnanzi ad esortazioni di fanciulli.
          Ti reclamano, non hanno freni.

          Supplichevole invito a restare.
          Di te non possono privarsi.
          Ascoltano attenti
          pensieri immeritevoli...
          Destano il tepido compiacimento.

          E ripensi ai tuoi giorni
          che lievi si inseguono,
          figli d'un tempo senza perché,
          minuscoli frammenti
          immersi in magma vaporoso.

          Si incontrano con miriadi di vite,
          stanche, deprivate di istinto,
          ortodosse all'unica disciplina che li sostiene.

          Riempiono sacche di oggetti e di atti,
          di denari sudati, immeritati...
          Lottano e gridano proprie nevrosi.

          Celano lacrime oscure,
          senza sogni e senza perché.
          Composta mercoledì 18 settembre 2013
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