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Scritta da: Gianluca Cristadoro

Il pazzo sapiente

C'era un pazzo stamani sul treno,
la lingua spiegata e senza alcun freno
I pensieri morbosi legati da un filo
la storia di drammi vissuti all'asilo
tormento di giorni passati a picchiare
la testa sul muro cercando l'amore.
L'amore sottratto al cuore di un bimbo
che vita e speranza mai vide e l'assenza
d'affetto materno sognando l'essenza.
Prostrata la mente a membra ancor vive
Addita la gente di colpe inaudite.
Ma in quei suoi discorsi vaghi e stravolti
tocca sul vivo la storia di molti.
Composta mercoledì 23 luglio 2014
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    L'era dell'oro

    All'era dell'oro
    la lira era loro.
    All'era dell'euro
    la lira era loro.
    Allora dall'ira
    l'eroe con l'alloro
    la lira con l'oro
    a loro levò.
    Ma loro la lira rivollero
    e allora l'eroe
    con l'alloro né oro né euro
    più a casa trovò.
    Morale fu allora
    che lira e che l'oro
    tornarono a loro.
    Lallira lallero
    Lallira lallà.
    Composta domenica 6 luglio 2014
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Itinerari notturni

      Domande che m'intridono sinapsi
      Non bastan ad indurmi della stipsi.

      L'adultera s'adultera da adulta?
      E la rabbia muta in scabbia?
      O si cela nella sabbia?

      È questo che mi chiedo
      se bevo o se mi siedo.

      Mentre trebbiatrice trebbia,
      lavorando nella nebbia.
      Navigando nello spazio
      mi ritrovo dentro il Lazio.

      Passo prima da Viterbo
      dove l'oste per me ha in serbo
      una zuppa fave e ceci.
      Vi rimango giorni dieci.

      Scendo giù e mi faccio un bagno
      a Bracciano e non mi lagno.
      Passo un attimo per casa.
      La famiglia ancor riposa.

      Per l'eterna città vago
      fugo appena acceso rogo
      nel bel mezzo di quel campo
      ch'è di fiori e non da scampo.

      Ad Ariccia vile miccia
      fa saltare la salsiccia.
      Sana invece è la porchetta
      se non usi la forchetta.

      Discendendo a Casamari
      non mi allaccio gli alamari
      recitando una preghiera.
      L'Abbazia mi guarda fiera.

      A Cori i coriandoli andò' li trovi,
      Li trovi nei rovi rovistandoli.
      Ad Ovindoli e Rivisondoli
      i gerundi son pungoli
      che sconfinano in Abruzzo
      con quel fare astuto e aguzzo.

      Risalendo su a Cassino
      mi sovvengono racconti
      di quel tempo un po' assassino
      che ha squassato mari e monti.

      Passo poi sul monte Viglio,
      lo spavento non mi piglio.
      Vedo gente giù che scia
      e mi sento a casa mia.

      Volo ancora e qui concludo
      atterrando in quel di Farfa
      mi riposo e non più sudo
      mentre l'occhio il verde arraffa.

      Quella luce mi risveglia
      guardo bieco quella sveglia
      che mi fa tornare in mente
      Ch'è mattina o bella gente!
      Composta giovedì 20 marzo 2014
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Er pavone

        Er satanasso se rivorse a me e me disse:
        "Tu te credi de me d'esse più bbono, de core e de faccia.
        D'esse spavardo e de fegheto avecce.
        Ma stamme a senti': Tu sei bbono sortanto
        a anna' 'n giro a fa' er pavone,
        a cerca de fatte 'na reputazione,
        a fa' crede all'artri che sei er mejo.
        Che nun te serve gnente e che da solo poi anna' avanti.
        Che nun vivi de nostargia e de rimpianti.
        Che co' la ggente ce sai fa'.
        Che conosci er monno e che a tutto poi arriva'.
        Bravo! Te meriti n'applauso.
        Tutti" n piedi a osanna "er campione.
        Noi pori cristiani miseracci,
        vestiti co' le toppe e 'n po' de stracci.
        Noi a urlatte tutti 'n coro - Li m***acci! -".
        Composta lunedì 17 febbraio 2014
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