Scritta da: Gianluca Cristadoro

Insieme

Ieri sera hai giocato con me,
col tuo papà.
Alla maniera che eri solita usare
da più piccina.

Era tempo che non lo facevi,
era tempo che non lo facevamo,
insieme.

Sintonie che si avvertono dal profondo.

Occhi illuminati
sgravati di quella diffidenza
che a volte il tuo sguardo rivela.

E la mia gioia rinasce
quando ti mostri
per quello che sei.

Una bambina.
In cerca di sé,
della donna che sarai,
di una roccia forte e sicura,
che ti protegga,
che ti sappia amare,
che con te navighi
il fiume delle emozioni.

Con te, insieme.
Composta lunedì 18 novembre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Canto amaro

    Forse in cerca di rime nuove
    delle prediche fuggendo il pulpito
    il disegno di sorte muove
    mentre ascolto dei cuori il palpito.

    Sento d'ansia d'amore il fremito,
    di carezze e sospiri un gemito.

    Nel rumore del tempo vago
    e di lacrime asciugando un lago.

    Anche tu ora a me ti accosti
    ed ascolti il mio dolce canto
    impregnato dell'acre pianto
    del ricordo di come fosti.

    Presto i giorni avranno pace,
    cesseranno le dissonanze
    dei pensieri e delle danze
    del poetar triste e salace.
    Composta lunedì 11 novembre 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Poeti e lacune

      Leggo Saffo e mi fa un baffo.
      Con Catullo mi trastullo.
      Se con Saba tiro all'alba
      di Montale me ne cale.

      Penna poi il lirismo impenna
      mentre la Merini insegna.

      Per non dire poi di Dante
      sommo il verso e virtù tante.

      Di poeti folta schiera
      leggo da mattina a sera.

      Ma riuscire ad imitarli
      non riesce senza tarli
      e lacune risanare
      del mio umile poetare.
      Composta venerdì 25 ottobre 2013
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Natale

        Attendere ti fai come una sposa,
        sapendolo il mio cuor sereno aspetta
        prezioso come petali di rosa
        soave come i fiocchi della vetta.

        Pian piano ti avvicini silenzioso
        Il tempo di lasciar per dote amore
        a terre e genti un tepido candore
        magia donando all'animo dubbioso.

        Natale, ti ricordo quelle notti
        ingenue le mie veglie di fanciullo
        che nella fantasia i ricordi cullo
        né il tempo né l'età ha ancor corrotti.

        L'immagine del Babbo col pastrano
        che rosso come il fuoco tutto infiamma
        sentire mi faceva inquieto e strano
        cercando poi conforto dalla mamma.

        Ma la mattina dopo era una festa,
        il cuore palpitante e incuriosito,
        pensieri che frullavan per la testa
        e lo scartar dei doni atteso rito.

        Da allora di natali ho visto andare
        ma poi immancabilmente ritornare
        a rinnovare gioie e fratellanza
        e al mondo intero dare la speranza.
        Composta mercoledì 23 ottobre 2013
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          Scritta da: Gianluca Cristadoro

          La fame e l'osso

          C'era per pranzo
          non più di un avanzo.

          Un osso bucato
          dintorno scarnito.

          Chi l'ha rosicchiato?
          Il randagio smarrito,
          Il gatto mammone
          O ben tre persone?

          Non so io chi è stato
          né chi l'ha lasciato.

          So solo che ho fame.
          e pane e salame
          non ho qui con me
          e l'osso bucato
          mi tengo perché
          me l'ha regalato
          l'avverso destino
          e fino al mattino
          mi farò bastar
          quell'osso bucato
          che ancor so bucar!
          Composta sabato 12 ottobre 2013
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