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Scritta da: FRANCA COLOZZO
in Poesie (Poesie catartiche)

Lettera a Giulio Regeni

Gocce disperse
di sogni cristallizzati,
forse mai nati
sulle sponde di ieri,
diaspore di pensieri
nella mente affastellati
frugo e non trovo
e cerco invano
giustizia per chi
all'arbitrio del tempo
il suo corpo spento
lascia al silenzio
d'uomini ignavi.

E tu, Giulio, che
brancoli nel buio
di tenebre oscure
senza giustizia,
tu sai e taci,
muta presenza
nei ricordi cari
o in chi insegue
il tuo sentiero,
aspro di pace,
dove volti mendaci
ti copron di torture.

Il tuo sguardo
appare lucido e franco
sui sentieri a rischiarar
l'ingiuria della vita
e sol chi t'ama
vede in fondo una luce,
sfocata e lontana
in fondo a un pozzo
di menzogne truce.

Giovane guerriero,
non cedere alla sorte dell'oblio
or che il mondo infame
chiude gli occhi e non vede,
perché non vuole,
sangue e morte
e della Siria il grido
verso il cielo
a un Dio sordo
e muto come
noi esseri mortali.
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    Scritta da: FRANCA COLOZZO
    in Poesie (Poesie catartiche)

    In marcia

    In marcia con lacere scarpe
    e piedi piagati, al proprio fato
    delusi e abbandonati.

    Donne e bambini,
    vecchi e malati,
    avanzano senza fiato.

    In marcia van
    verso l'illusoria meta
    dall'Europa tracciata.

    Era come un faro
    falso di luce,
    effimero e non vero.

    Copia brutta e sbiadita
    di Lampedusa,
    piccola isola amica.

    In chi marcia,
    deserto or è nel cuore
    senza trovar sosta e pace.

    Europa, smorta di memoria,
    braccia conserte tieni
    e muri elevi ancora.

    Seminasti odio e serri
    or gli occhi orbi
    alla vergogna della gogna.
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      in Poesie (Poesie catartiche)

      Dolore

      Il dolore ci tocca nel punto in cui Dio si abbassa
      per elevarci oltre una coltre di nubi sparse
      Il dolore arrangia il nostro cuore
      con note solenni
      e ci costringe ad inchinarci ad un demone portato dal vento
      che si prende cura di noi
      e fatica a stare silente.
      Il dolore è un sospiro
      fra un bicchiere di vino
      e una sigaretta
      ma quel gemito ci costa caro
      più di ogni altra cosa al mondo.
      Getto via questo mio tormento
      e ti dedico questa poesia
      perché smetta di essere soltanto il mio demone
      e la tua presenza si faccia carne viva.
      Composta sabato 23 aprile 2016
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        Scritta da: Giuseppe Valenti
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Malovizio

        Cercano soldi disperatamente
        ingannando spesso la gente
        lavorano come animali
        ma finiscono sempre come i maiali.
        Quando la loro roba è pura
        credono di non avere più paura.
        Percorrendo la strada più buia
        vengono presi dalla furia.
        Tutto questo faticare
        per un corpo da sballare.
        Che sia un giovane, un padre o un adolescente
        questo è il percorso di un demente.
        Meglio mendicanti in buona fede
        che drogati come prede.
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          Scritta da: Luca Vitali Rosati
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Il fiume

          Arno sei una lagrima
          del monte Falterona,
          ché lungo il tuo corso
          sparisci e riappari e
          dividi i tui popoli,
          riuniti poi dai ponti.

          E quando in Firenze entri
          il tuo colore muta,
          sì anche il tuo olezzo
          diviene nero assai,
          dai peccati macchiato
          (mostri fan capolino)
          uscendo poi illibato e
          tranquillo continuare
          dopo, anno dopo anno,
          lungo il tuo corso.
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