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Scritta da: Luca Vitali Rosati
in Poesie (Poesie catartiche)

Nella stanza

Ascolto i rombi è l fumo delle auto,
ché distante sono, e un uomo astuto.

Ascolto il fastidio di una zanzara;
è così vicino, musica rara.

E ascolto il silenzio,
mentre dentro bercio.

Vedo il foglio parziale illuminato,
ò l nero trapassato del vicinato.

Tocco i tuoi capelli inesistenti,
che ardono come legnami ardenti.

Ti guardo, o figura non reale!
Né so quando tu sarai un ideale.

Assaporo la sigaretta accesa
e la mia vita cotanto derisa.

Penso alla mia vita scorrevole
come i tic tac, come se fosse un male.

Allora sento il tempo compianto,
del passato l'idea di disincanto.
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    Scritta da: Joyeux ipotenusa
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Raskol'nikov

    L'ascia piange il sangue della vecchia e dell'innocente,
    ne ride l'agente, sorride la gente; tu lascia che
    nuoti febbricitante nelle acque del mar Rosso.
    L'impronta del mio viso rimane intatta nel mio guanciale,
    mentre urla a squarciagola il beone del pub:

    "Lui perdonerà tutti: buoni e malvagi, malati e savi,
    Venite - dirà - venite anche voi che siete tali a bestie"

    L'ombra m'insegue o è sempre stata legata al mio corpo?
    Perché ne ridono? Perché ancora ridono del profeta ubriacone?
    Si vieta alla voce di un peccatore d'invocare il Risorto?
    Corro a seppellire il mio senso di colpa, ma eccone un clone!

    "E ci tenderà le braccia e noi, chini sul suo petto
    lo inonderemo di lacrime e capiremo tutto"
    Ciò è quanto venne detto.
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      Scritta da: FRANCA COLOZZO
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Strage d'innocenti

      Dei barconi la strage fa vittime innocenti,
      mentre noi guardiamo cinici e indifferenti,
      tra i riti consumistici d'un misero Natale,
      che non dona felicità né gioia d'amare.

      Nei giorni precedenti le feste il cristiano
      crede d'esser misericordioso e umano,
      che il Giubileo l'ha reso ancor più buono
      e che certo l'attenderà di Dio il perdono.

      Poi se un musulmano indifeso affoga
      l'ipocrita piange un po', poi si consola
      ché in fondo Dio l'ha voluto castigare
      d'essere un infedele e può perire in mare.

      Questo è il ritornello d'ogni ora:
      c'è chi piange e non si rincuora
      d'aver lasciato la sua terra avita
      d'essere in fuga senza via d'uscita.

      E mentre il falso ipocrita tien banco
      sui mass media tuona e si fa vanto
      d'essere il paladino dei migranti,
      altri ancor in mar muoiono affranti.

      Della mendace Europa ecco la giostra
      che gira invan senza trovar risposta,
      ecco l'inferno di sventurati in rotta
      e l'ecatombe d'infanti senza sosta.
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        Scritta da: FRANCA COLOZZO
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Il rumore delle stelle

        Ascolta del silenzio il rumore,
        anima mia, che cerchi in ogni dove
        del silenzio incantatore
        la rassicurante voce.

        Eppure il silenzio non ha suono,
        se non il rumor delle stelle
        che dal cosmo proviene,
        mentre ascolto del mondo
        l'assordante tuono.

        E m'arrovello e dico:
        "Perché questa voce
        io sola a volte sento
        e nessun altro?"

        Ultima tra le creature
        dell'universo,
        assorta, afferro
        la tua suadente voce
        che su sentieri senza tempo
        mi conduce.

        Amo il tuo richiamo,
        o silenzio, che l'anima mia
        in un'eco riproduce,
        quando di questa Terra
        smorzo l'irata voce,
        senza pace e in guerra.
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          Scritta da: FRANCA COLOZZO
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Venerdì, 13 Novembre

          In questo venerdì nero, Parigi,
          ti ammantasti di tenebroso cielo,
          che libertà, eguaglianza e fratellanza
          coprirono d'un pietoso velo.

          Il lume accendi della ragione
          per chi teme la democrazia,
          mentre innocenti vittime
          pregano senza demagogia.

          Del sangue ti tingesti e del dolore
          di giovani uomini e donne,
          la cui vita senza pietà
          fu spezzata come un fiore.

          Contro il disumano terrore
          si levano parole di vicinanza
          a tutto il popolo francese
          per la feroce inutile mattanza.

          In lotta contro la tirannia,
          o francia, hai patito l'oltraggio,
          ancor dopo sharm e beirut,
          d'essere del terrore ostaggio.

          Dallo sconcerto dell'occidente
          e dal grido che vien da oriente,
          si leva lo scudo degli stati contro
          il califfato di religione camuffato.

          Improvvisati paladini di fede,
          che vendon armi di devastazione,
          fomentano contrapposte fazioni
          di potere avide e falsa devozione.

          Degli ipocriti infidi profeti,
          portatori d'odio e distruzione,
          il conformistico rituale assurge
          a paladin d'umana indignazione.
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