Poesie catartiche
poesia postata da: monika sefer, Poesie (Poesie catartiche)
Il caldo a spezzare i sogni,
l'acqua a scivolare sulla pelle
goccia dopo goccia
tracciando un percorso ogni volta diverso.
Ma è pioggia o sono lacrime?
Tutti quei perché nella mia mente continuano ad inseguire te
che vedi il mondo come io non lo vedrò mai
eppure sento
che qualcosa ci ha tenuti lontani
per poi riportarci a scrivere a quattro mani
tutte quelle emozioni.
E mi ripeto che non piango più
che è la pioggia leggera dell'estate.
Che non spero e non attendo.
Ma mento
mi confondo
nascondo molto di me
per non dirti che non c'è stato giorno
in cui
nel mio cuore
la mancanza di te non abbia lasciato un segno,
un solco,
un graffio prepotente.
Non c'è stato
un ricordo
che si sia scolorito con il tempo
Un'emozione che non vorrei
a qualunque prezzo
poter vivere ancora con te
Ma questa volta in modo diverso
perché avendo visto il futuro
so che tu sei arrivato per non restare,
per non cercare la quiete nella mia anima.
Solo per accarezzarmi,
sfiorarmi...
forse a volte desiderare di farlo
ma sempre nel silenzio dei giorni
che lasci susseguirsi uno dopo l'altro
lontano da me...
Stilla
Lagrime, penose lagrime
tante ne hai versate
ancor vergine nel cuore
Lagrime, festose lagrime
poche ne hai ingoiate
nei giorni dell'amore
Lagrime, secche lagrime
tutte le hai nascoste
quando troppo fu il dolore
Lagrime, pavide lagrime
Amore, non piangere
questo è solo un gonfiore!
poesia postata da: Giuseppe Catalfamo, Poesie (Poesie catartiche)
Non puoi dire no
Questa notte vorrò entrare in te
entrandoti come un sogno
non dirai no
Questa notte vorrò donarti cuore e corpo
avido di desiderio ingordo
non dirai no
bambola gonfiabile della mia fava.
poesia postata da: Rosarita De Martino, Poesie (Poesie catartiche)
Paesaggio dell'anima
Captata
da raggio di preghiera,
in leggerezza di pensieri,
entro
nel paesaggio dell'anima.
Mi accompagna
Il faro del tuo sacerdotale ascolto
che guida la mia ascesa.
Ritrovo
la montagna del perdono
e pacificata ne contemplo
la cima conquistata.
Ora, mormorio lieve
di ruscello di fede
attira mio limpido sguardo.
Dentro vi ridono
volti di fratelli.
Sazia m'immergo
in soavità di pace.
Ti vengo a cercare
guardo dappertutto ovunque
ma niente non ti trovo
ma io sono ostinato e non mi do pace
ho voglia di trovarti me lo sono imposto
continuo a camminare
ma di te neanche l'ombra
dove sei?
non posso tornare a casa senza averti trovato
ma finalmente ti vedo
sei lassù
ti vengo a prendere
rimango ammaliato
sei un esemplare stupendo
mi chino verso di te
e con dolci movimenti ti accarezzo
non avevo mai visto niente di così stupendo fino a d'ora
ma ormai sei mio
Boletus edulis.